lunedì 21 aprile 2008

Mie considerazioni sul campionato del Crotone che sta volgendo al termine...

Vi offro alcune mie riflessioni che espongo come risposta alle tante cose che ho letto e sentito sul conto del Crotone Calcio in questi giorni.

Sta a chi legge valutarle e sconfessarle, io le riporto umilmente così come spontaneamente sgorgano dalla mia mente.

Capitolo 1:
Il Crotone in trasferta avrebbe sbagliato tutto.
Gare perse dal Crotone:
Sette, SOLO SETTE e TUTTE in TRASFERTA.
Analizzando contro chi ha perso il Crotone:
Ancona-Pescara (IMMERITATE, le sconfitte per fortuna, NON SONO TUTTE UGUALI);
Perugia-Potenza-Arezzo
(Giusto averle perse, anche se con l’Arezzo è stata una gara assurda) .
Che dite "ci stanno" queste sconfitte sulla carta, considerando la forza del Crotone come squadra e l'inesperienza di diversi titolari?
Io penso di si.
E’ una MIA opinione.

Poi ci sono le sconfite di Sangiovannese e Pistoiese (UNICHE DUE GARE DOVE IL CROTONE E’ STATO DAVVERO DEFICITARIO).
Si dicono e si sono dette un sacco di cose, ma che dite QUESTO "Non Real Madrid-Crotone" può permettersi di disputare due gare PESSIME su 32?
Io penso di si.
E’ una MIA opinione.

Il Crotone comunque vada, disputerà i Play-Off oppure no, terminerà il campionato, Sorrento permettendo, imbattuto in casa, con un pubblico sugli spalti a dir poco latitante, entusiasmo zero, le gare disputate contro Arezzo e Taranto (dove si è intravisto qualche miglioramento nei numeri), che sembrava si giocassero in trasferta, data la mancanza d'intensità di cori ed applausi.
Complimenti a TUTTI, quindi?
Io penso di si.
E’ una MIA opinione.

Capitolo 2:
Crotone-Taranto.
Mettetevi al posto dell'allenatore.
Disponete in panchina di:
Nicastro, Figliomeni, Pacciardi, Prevete, Briglia, Bischeri, Basso e Coda.

Chi mettereste voi senza senno del poi, considerando che Espinal ha deluso le attese, Petrilli ha dato tutto e Ghezzal si è contratto?
Io metterei Pacciardi, Basso e Bischeri.

Voi no?
Fa niente, a me, sbaglierò, piacciono le cose ovvie.
Io la penso così.
E’ una MIA opinione.

Chi mettere in principio tra Peana e Rossi?
Anche col senno del poi, piccole sbavature a parte, il Taranto è stato reso inoffensivo.
E chissà se Peana data la giovane età, avesse fatto qualche errore?!
Un merito trasformato in colpa, a sentire i commenti di molti.
Figurarsi, è l’andazzo di un anno.
Io la penso così.
E’ una MIA opinione.

Capitolo 3:
La teoria “gabbia su Pederzoli ed il Crotone verrebbe annullato, andando in inferiorità numerica”.
I giocatori del Taranto, questi si, specie nel primo tempo, andavano costantemente in inferiorità numerica, Cutolo non la vedeva mai ed il piccolo, grande Pederzoli disegnava calcio.
Secondo alcuni però, non avrebbe dovuto giocare Briglia?
Questa tesi, a differenza di Crotone-Arezzo stavolta non è stata avallata da nessuno, (forse perchè Pederzoli era in forma ieri?), però quando Cari è entrato in sala stampa, ho avvertito attestati di stima che nemmeno Marcello Lippi in Germania ha ricevuto, senza considerare che il Taranto si è visto davvero poco, senza considerare che nelle ultime settimane ha vinto due gare importanitissime in "zona Cesarini", al contrario del Crotone che invece tempo addietro le ha, ahilui, pareggiate, a testimonianza che probabilmente il Taranto Sport ha giocatori da serie B in CAMPO ed IN PANCHINA e queste qualità alla lunga, significano punti, punti veri.

Capitolo 4:
Campionato mediocre.
Si sente dire un giorno si e l'altro pure, che gli avversari del Crotone siano più scarsi sulla carta, per cui i RossoBlù avrebbero addirittura "concesso", per i demeriti di Paolo Indiani, questo campionato alle altre contendenti.
Queste sono alcune valutazioni sugli avversari, fate voi, non aggiungo altro:

Salernitana (Agostinelli/Brini - Pinna, Fusco, Milanese, Cardinale, Ciarcià, Ferraro, Cammarata, Barrionuevo, Di Napoli).
Perugia (Cuccureddu - De Martis, Accursi, Cherubini, La Vista, Bernini, Del Nevo, Califano, Mazzeo, Anaclerio, Ercolano).
Arezzo (Cuoghi - Ranocchia, Bricca, Rivas, Bondi, Chianese, Martinetti, Mirtaj).
Taranto (Cari - Cutolo, D'Alterio, Migliaccio, Pastore, Colombini, Cejas, Emerson, Zito, Plasmati).
Lucchese (Una squadra di esperienza pluriennale AD ALTI LIVELLI in C1, puntellata di anno in anno.
Braglia - Gazzoli, Nocentini, Cangi, Renzetti, De Simone, Bonfanti, Briano, Bertolini, Masini).
Gallipoli (Bonetti/Patania - Antonioli, Molinari, Monticcioli, Morello, Ginestra, Correa).
Pescara (Lerda - Indiveri, Romito, Diliso, Giuliano, Ferraresi, Sansovini, alcuni di questi da soli inventano punti reali, vedi Indiveri).
Ancona (Tra queste è spuntato l’ancona che ha dimostrato subito di essere una squadra ben allenata e quadratissima, difficile da affrontare.
Monaco - Fanucci, Di Fausto, Lacrimini, Caremi, Kalambay, Fialdini, Piccoli, De Sousa, Mastronunzio, Nassi).

Capitolo 5:
Il mitico 4-4-2.
Giusto per parlare di Taranto, a quanto pare, Cari non utilizza il 4-4-2…
Ebbene sempre più spesso si sente dire che, con il 4-4-2, si vincerebbero le partite quasi senza nenmeno giocarle.
Anzi ora, basterebbe schierare Espinal ed il 4-4-2.
Dobbiamo consigliare a Cari, dunque, sia Espinal (specie quello di Domenica) che il 4-4-2.

Capitolo 6:
Il calendario!!
Fiasconi che involontarimente debbo ringraziare, in sala stampa, nel "dopo Taranto", ha dato onore alle mie vecchie tesi sul calendario (cioè che lungo tutto un campionato conta eccome), ma Bonomi la volta precedente è stato ripreso col cucchiaino, lettera per lettera, nelle sue dichiarazioni strappate ingenuamente, mentre il "Fiasco" è passato inosservato.

Ha detto una cosa SERISSIMA ed al tempo stesso importante.
La Lucchese (cito solo questo esempio, ma volendo potrete divertirvi a trovarne una marea), ha vinto la gara col Pescara (0-3, seconda giornata del campionato), quando i BiancoAzzurri giocavano con i ragazzini (ricordate?!) ed ora andrà a Sorrento che è salvo, mentre i RossoBlù, a parte le future, ultime due gare (forse, perché il Gallipoli probabilmente tenterà di tenersi stretta la sua imbattibilità casalinga), hanno dovuto giocarle TUTTE contro avversarie che li hanno affrontati al massimo delle proprie forze motivazionali e fisiche, ma a quanto pare questo a Crotone non conta.

Qui si sente spesso proferire:
“Se avessimo giocato con Espinal ed il 4-4-2, per esempio, a Pescara, il Crotone avrebbe vinto”.
Ignorando il palo di Pacciardi, l'infortunio di Ogbonna, il rientro forzato di Fiasconi, il suo errore e quello di piazzamento di Concetti sulla punizione decisiva, che ha permesso agli Abruzzesi, negli ultimi istanti della gara, di vincere una partita, che adesso ci costa questo piazzamento in classifica.

Capitolo 7:
Indiani non ha voluto calciatori nel mercato di Gennaio.
Questa cosa non è stata mai accertata da nessuno, ma la si continua a ripetere dandola per scontata come se fosse vera.

A questo punto vorrei dire anche la mia, sull'attuale posizione del Crotone:
Secondo me è quella che merita sulla carta.
Con un piccolo dettaglio.
Che quest’anno è stato bello guardare le partite nel nostro Ezio Scida e magari qualcuno mi firmasse un contratto dove in futuro si potrà continuare a vedere la nostra "povera" cittadina, disputare campionati di questo livello, con questo gioco e contro tali avversari che peraltro continuano a temere e rispettare la loro venuta a Crotone.

Infine ecco il mio umile consiglio rivolto alla Società qualora non andassimo ai Play-Off e pensasse alla promozione per il prossimo anno:
Cara Società,
Tieniti questo gruppo, tieniti questo allenatore, compra un PORTIERE, un TERZINO ed un ATTACCANTE, potrebbero servirti pochi soldini.
Tieni duro, non rompere il giocattolo, rischiando di dover ricominciare e ricostruire tutto daccapo.

E’ vero, è arduo andare contro il pensiero di tanti e fare di testa propria, dimostrando lungimiranza.

Ma di solito, l’esperienza mi insegna, che quando in troppi dicono che sei in torto, significa che sei sulla strada giusta.

Ultima cosa:
Forza Crotone.
SEMPRE.

lunedì 7 aprile 2008

Crotone-Arezzo 1-1

La forza dell'Arezzo, la motivazione del Crotone e le difficoltà dell'arbitro, miscelate in un incontro dalle travolgenti emozioni.

Tabellino

CROTONE: Concetti, Borghetti, Rossi, Fiasconi, Bonomi, Pacciardi, Pederzoli (56` Briglia), Galardo, Basso (46` Petrilli), Ghezzal, Dalrio (90` Espinal).
A disposizione: Nicastro, Peana, Prevete, Coda.
Allenatore: Paolo Indiani

AREZZO: Marconato, Lanzara, Ranocchia, Goretti, Beati, Bricca, Miglietta (70` Bondi), Togni, Cavagna (81` Falsini), Chianese (43` Myrtaj), Martinetti.
A disposizione: Pettinari, Lopez, Mateo, Cazzola.
Allenatore: Stefano Cuoghi

ARBITRO: Claudio La Rocca dalla Sezione di Ercolano (Di Lascio, Vuolo)

RETI: 47` Martinetti su Rigore (A), 67` Ghezzal su rigore (C)

RECUPERO: 5 Minuti (2` PT + 3` ST)

AMMONITI: Fiasconi, Pacciardi, Rossi (C); Beati, Bricca, Cavagna, Goretti, Martinetti (A)
ESPULSI: Fiasconi (C) per doppia ammonizione.

SPETTATORI: 3.500 circa.

Una partita incredibilmente bella e combattuta, un frullato ricco di ingredienti bizzarri, sfornano come risultato, quello meno auspicato da entrambe le compagini.
Al Crotone serviva maggiore sicurezza in chiave Play-Off, all'Arezzo quei punti magici, utili per entrarvi.
Le recriminazioni a fine partita si sprecheranno, mentre l'accusa all'arbitro (sicuramente infondata) di parzialità, sarà, in sala stampa, il ritornello ripetuto a cantilena dall'allenatore Cuoghi.

Sul campo gli Amaranto dimostrano di voler far loro l'intera posta in palio e così si evince dall'atteggiamento mentale impresso sulla gara fin dai primissimi minuti di gioco.
L'impatto con la partita difatti è notevole, i RossoBlù arrancano malamente sotto i colpi costanti della maestria tecnica dei calciatori Aretini.

Si respira aria di Serie B a Crotone, quest'aria però, di origine Toscana non è generata dal pur bravo allenatore Indiani, ma piuttosto dalla potenza di un Arezzo, che, ti aspetti così sulla carta, ma che solo dopo l'arrivo di Chianese, ha cominciato a credere più intensamente nel recupero in classifica.
La pressione e lo spirito di agonismo infatti sono costanti, lo strapotere tecnico è fragoroso, l'Arezzo si propone con trame rapide e veloci, quasi irridenti, specie "nel gioco stretto", dove Pacciardi e Pederzoli fanno fatica ad intervenire con qualità e Galardo rincorre senza pragmatismo.

Così Chianese e Martinetti, supportati con mestiere dal centrocampo Amaranto, fanno soffrire e "sudare le fatidiche sette camicie" a Rossi e Fiasconi, ed entrambi i difensori vengono ammoniti dall'arbitro campano.

Peraltro è la velocità di esecuzione ad impressionare, mista alla grande malizia e prontezza con cui, i giocatori ospiti, battono qualsiasi calcio da fermo nel modo più rapido possibile, con lo scopo di rubare posizione e metri ai loro avversari.

Intanto Concetti compie un miracolo su una punizione piazzata, appena sotto l'incrocio dei pali, dall'ottimo Togni e Chianese dopo una triangolazione sullo stretto, con una giocata di gran maestria si libera del marcatore, si lussa una spalla e nonostante tutto piazza a girare un tiro velenoso "alla Del Piero", vicino al palo lontano difeso dal portiere RossoBlù.

Il fortissimo attaccante non ce la fa e quindi abbandona la gara, dando spazio a Myrtaj.

Il Crotone finalmente può respirare.

Comincia a muoversi in avanti con agilità, grazie agli appoggi calibrati di Galardo, le incursioni perpetue di Bonomi ed alle scorribande, questa volta spesso velleitarie di Ghezzal, chiuso ripetutamente da un incredibile, voracissimo Bricca.

Allo scadere del tempo, mentre il Crotone si ritrova, ecco giungere la mazzata psicologica che nessuno immaginava.

Un pallone gustosissimo, difatti, finisce nella zona di uno spento Basso che però perde l'attimo per la battuta ed ingenuamente rimane a terra.

Gli Aretini, come fatto fino a quel momento, non ci pensano un secondo e vedendo Borghetti rimasto solo sulla corsia laterale, non più protetto dallo "scalo" dell'attaccante esterno RossoBlù, fan viaggiare la palla velocissima fino ai piedi di Martinetti che evita un maldestro Rossi e scocca un tiro potente.

Fiasconi completa il dramma e per bloccarlo si tuffa sul pallone dentro l'area di rigore.

La Rocca indica il dischetto, ammonisce di nuovo ed espelle il centrale RossoBlù, mentre Martinetti spiazza Concetti e per il Crotone diviene notte fonda, proprio allo scadere del primo tempo.

Negli spogliatoi però, quando nessuno se l'aspetta più, accade qualcosa di magico.

Indiani riflette, non potendo inserire Ogbonna infortunatosi durante il riscaldamento, sposta Borghetti centrale al posto di Fiasconi ed indietreggia Pacciardi che comincia a fare il pendolo, grazie alle sue innate doti di maratoneta.

Poi decide di lanciare Petrilli al posto di Basso, ma la vera invenzione verrà servita da li a poco.

Con gran coraggio fuori Pederzoli e dentro Briglia, un ragazzo di strepitose speranze.

Come due veterani, i giovani Squali cominciano a sfiancare ed a "tagliare a fettine", uno stupefatto centrocampo Aretino, che dimenticato di essere in superiorità numerica, sottovaluta con gravissima colpa l'avversario e viene dominato dalla motivazione dei Pitagorici.

Da un lancio lungo di Concetti, Dalrio si trova a tu per tu con Marconato, ma viene fermato da uno scandaloso, inesistente fuorigioco.

Dall'altra parte, su un cross dalle fasce laterali, Martinetti viene contrastato da Pacciardi, invoca il rigore, ma viene invece ammonito per simulazione.

Rimarrà il dubbio ad essere sinceri.

Il nervosismo sale, fioccano le ammonizioni.

Il Crotone spinge a testa bassa, fino a quando, azione dopo azione, giocata dopo giocata, Petrilli vola in area di rigore e scivola su Lanzara.
Il contatto è leggerissimo, il rigore è fischiato, ma è oggettivamente discutibile.
Ghezzal segna, lo Scida esplode.

Nessuno potrà però affermare che i ragazzi in RossoBlù non abbiano meritato il pareggio.

L'Arezzo sembra un pugile suonato, non reagisce, Pacciardi, Galardo e Petrilli sono indemoniati, Briglia taglia e cuce che è un piacere, Bonomi "stoppa" tutti.
Il Crotone, non si ferma più, in blocco riparte con una grinta da far paura e, con uno scambio da manuale, porta Galardo al tiro.
Palo clamoroso!

(ed in ogni partita, i RossoBlù, inesorabilmente colpiscono un palo)

Dalrio è però lesto a rimettere la palla a centro-area, mentre Ghezzal viene abbattuto da Bricca che gli impedisce in modo scomposto e falloso di tirare a botta sicura.
Questa volta il rigore è sacrosanto.
Ma il cannoniere lo divora.

Il finale diviene una lunga fase di studio, con le squadre che hanno paura di perdere e con Ghezzal, ancora lui, che sperpera l'ultimo contropiede non servendo Espinal, appena entrato, che avrebbe potuto trovarsi solo davanti a Marconato.

La partita finisce ed iniziano le lamentele ingiustificate di Cuoghi.

Per una corretta informazione e perchè vogliamo essere i più obiettivi possibili, vogliamo qui riassumere le occasioni della partita:

Rigore netto per l'Arezzo ed espulsione per il Crotone.
Fuorigioco scandaloso fischiato a Dalrio.
Rigore che ci può stare per l'Arezzo non fischiato.
Rigore molto discutibile dato al Crotone.
Palo del Crotone.
Rigore netto per il Crotone.

Insomma dinanzi ad una terna arbitrale confusa, in una stupenda giornata di calcio, gli Aretini pareggiano a Crotone, pur se in superiorità numerica per tutto il secondo tempo.

Il risultato dunque è giusto e Cuoghi più che recriminare sull'arbitraggio, dovrebbe riflettere sul come Indiani sia riuscito, schierando due giovani terribili promesse del calcio Italiano e stringendo le fila servendosi del poliedrico Pacciardi, a soggiogare un Arezzo che, rientrando dagli spogliatoi, ha sicuramente con grave colpa, sottovalutato, un avversario che, peraltro in casa propria, precede la sua squadra dall'inizio dell'anno.

martedì 25 marzo 2008

Un finale di campionato al cardiopalma...

Lo definiscono equilibrato, strano, addirittura mediocre.
Dicono che sarebbe assurdo non approfittarne ora che non esiste la squadra Regina, la cosiddetta battistrada.
A parlare così del campionato in corso, sono i tifosi delle prime sette squadre che occupano la classifica di questo pazzo, imprevedibile Girone B della Serie C1.
Quelle squadre che hanno l'acquolina a causa dell'appetitosa Serie B ad un palmo dalla loro... Bocca.

Recriminano tutti per quei punti persi in quella data partita, che avrebbero permesso alla loro squadra del cuore di superare le altre, di avere un vantaggio concreto per agguantare la vittoria del torneo.

L'unica, vera, verità è che tutti i pronostici fatti ad inizio anno sono stati finora disattesi e c'è da giurare che questo campionato regalerà ancora emozioni a profusione, mettendo a serio repentaglio le coronarie dei tifosi più accesi e vogliosi del trionfo finale.

La Salernitana si presentava ai nastri di partenza con in mano il copione del Leone, Re della foresta, ma pur avendo spesso mostrato i denti e la sua forza, grazie alla spietatezza di Artù Di Napoli, non ha mai convinto del tutto e non è riuscita a creare il vuoto alle sue spalle come tutti si aspettavano.

Si diceva che Perugia ed Arezzo l'avrebbero inseguita da vicino.
Che Lucchese, Taranto e Crotone avrebbero lottato per i "Play-Off".
Che il Gallipoli, infine, sarebbe potuto spuntare a sorpresa, come una bella ragazza nuda, da una torta di un addio al celibato.

Ed invece ecco a voi servito, un frullato tutto strano ed inatteso con le squadre inseguitrici che non si sono date mai per vinte e hanno capito (con in testa uno straordinario, roccioso e quadrato Ancona), che la fiammella della speranza poteva essere alimentata, esclusivamente giocando sulle proprie ambizioni senza mai atterrire le velleità delle altre e, nel momento più difficile per loro, quando i Granata stavano prendendo seriamente il largo, hanno regalato prestazioni e risultati convincenti riacciuffando la vetta.

Così i Dorici e lo Squalo Crotonese, il Gallipoli e la Lucchese, ma perchè no, anche l'Arezzo ed il Taranto sono tutte li a sperare ed a fantasticare di rubare il sogno a quella Salernitana, che da Agosto è sulla bocca di qualunque tifoso.

Come si può pensare di spuntarla in questo esaltante finale, sarà difficile più a concretizzarsi che a dirsi.
Di contro si opporranno anche squadre di coda, dalle motivazioni straordinarie e dagli inaspettati rinforzi, perfezionati in quel di Gennaio.

Anche chiedendo alle signora Statistica, madre di tutti gli Oracoli, si otterranno risposte incerte e vaghe.
C’è chi come Salernitana e Lucchese si contendono il minor numero di sconfitte (rispettivamente 4 e 5!), chi come l’Ancona ha subito meno reti (solo 19!), chi come il Gallipoli ne ha realizzate di più (addirittura 45!), chi come il Crotone possiede un tridente cattivissimo con un supercapocannoniere da brividi (il rapace Abdelkadèr Ghezzal!).

Il verdetto finale con annessa la griglia completa dei "Play-Off" risulta, quindi, totalmente impronosticabile ed arrivati a questo punto, il compito degli appassionati non potrà che essere solo quello di stare a guardare e sperare, con una raccomandazione…
Chiedete al medico prima di ammirare le rimanenti partite!!

domenica 16 marzo 2008

Crotone-Sambenedettese 3-0

Il Crotone affonda anche la Sambenedettese e mette i brividi alla Salernitana.

Tabellino

CROTONE: Concetti, Borghetti, Rossi, Ogbonna, Bonomi, Pacciardi (78` Prevete), Pederzoli (54` Briglia), Galardo, Bischèri (67` Basso), Ghezzal, Dalrio.
A disposizione: Nicastro, Figliomeni, Espinal, Coda.
Allenatore: Paolo Indiani

SAMBENEDETTESE: Visi, Tinazzi, Bonfanti, Camisa, Santoni (68` Loseto), Cia, Palladini, Ferrini, Giorgino (72` Caselli), Curiale, Soddimo (54` Morini).
A disposizione: Bordoni, Servi, Carboni, Vitiello.
Allenatore: Enrico Piccioni

ARBITRO: Gianluca Vuoto dalla Sezione di Livorno (Granara, Palatta)

RETI: 51` Ghezzal su Rigore, 56` Bischèri, 81` Dalrio (C)

RECUPERO: 5 Minuti (2` PT + 3` ST)

AMMONITI: Borghetti, Ghezzal, Pacciardi (C); Bonfanti, Ferrini, Santoni, Soddimo (S)
ESPULSI: Nessuno.

SPETTATORI: 2.000 circa.

Quanti complimenti dovremmo fare ai nostri calciatori?
Quanti applausi meriterebbero Indiani e la Società?
La risposta appare scontata, dando un'occhiata all'ennesimo impetuoso "over" dell'Ezio Scida, che porta lo Squalo di casa Crotone "all'azzanno" del Cavalluccio Marino di Salerno, ma il clima durante la partita è quasi da depressione ed il dopo-gara è a dir poco sconcertante.

I Rossoblù avvertono per la prima volta la misteriosa difficoltà psicologica che, spesso, patiscono in trasferta, ma questa volta dinanzi al pubblico di casa che in maniera sciagurata ha abbozzato persino qualche fischio.

Poveri ragazzi, nella loro testa speranzosi fin da subito di cancellare l'opaca prestazione di San Giovanni Valdarno, ci provano, ma le gambe non funzionano, le idee rimangono acerbe nella mente.

Dalrio fatica a far allungare la squadra, le intenzioni si tramutano in lentezza, per una ventina di minuti è quasi un'agonia.
La Sambenedettese dal canto suo, fa un occhiolino al pareggio e comincia persino a sperare nell'impresa di vincere la gara, procurandosi un paio di occasioni nei pressi di Concetti.

Pian piano però, con un'ambizione corale, con un colpo di pinna, lo Squalo si libera di una timidezza che poco gli appartiene e decide di fare sul serio.

È Ghezzal, sempre lui che sveglia i suoi, con un diagonale velenoso che sibila il palo dopo la prodezza di Visi, il numero uno della Samb, che di riflesso felino si oppone con la mano.

I Marchigiani fan quello che possono con continui raddoppi di marcatura e pressing asfissiante sui portatori di palla ed anche il guardalinee ci mette del suo, fermando Ghezzal davanti alla porta, in misura alquanto sospetta.
Finisce il primo tempo, ma il Crotone sembra aver ritrovato la sua verve.

Nella ripresa arriva ciò che tutti si aspettano, ma non prima di un brivido che corre veloce sulla schiena dei tifosi.
Infatti Palladini pennella un pallone per Cia, che, in area di rigore, solo davanti a Concetti, gli spara addosso, mentre il portiere riesce a rimanere sui suoi piedi, bloccando il pericolosissimo tentati
vo marchigiano.

Indiani a fine partita ci confiderà che in realtà non vi era bisogno di alcuna rivoluzione a fine primo tempo e che i suoi ragazzi avrebbero dovuto solo continuare nella direzione che li avrebbe portati alla vittoria.

Infatti dopo lo spavento il Crotone riprende a macinare gioco.

Fatali agli avversari il dinamismo di Ghezzal e Bischèri.
Devastante addirittura il secondo, che grazie al "blocco" di Dalrio su
Bonfanti, trova un corridoio libero, si infila palla al piede ed entrando in area, subisce una serie di falli, per poi cadere dopo aver scavalcato anche il portiere Visi, che lo blocca in modo irregolare.

Rigore netto, fischia il signor Vuoto e Ghezzal fa il signor Pieno.

La Samb comincia a barcollare, si butta a capofitto in avanti, in modo anche scriteriato, finchè arriva la prodezza di un ritrovato Dalrio che con un assist da incorniciare, invita Bischèri a nozze ed il Crotone sposa il suo 2-0.

Finale ancora in crescendo, manovre corali connesse allo spettacolo e Dalrio infilza l'ultimo pallone nella rete.

I pochi tifosi dello Scida esultano, ma sarà il Mister a piangere amaro.

In sala stampa, infatti, troppi i riferimenti al primo opaco quarto d'ora, continui i rimandi alla prestazione di San Giovanni Valdarno, fin quando l'allenatore spazientito, a ragion veduta, saluterà tutti in modo scortese ed andrà via infuriato.

Il Crotone è lì ed in quel di Salerno si trema davvero.
Ma andate a spiegar loro che i giocatori del Crotone non hanno gioito sotto alla curva dei tifosi, nè si sono polemicamente presentati alle interviste e che un malinconico Paolo Indiani, pare esser uscito sconfitto da un'arena, tanto impropriamente avvelenata, quanto veramente ingenerosa.

A volte il mondo del calcio è spietato con chi non lo merita proprio, ma speriamo tutti, come spesso accade, che potrà rendergli anche meritate gioie e soddisfazioni.

Una sensazione di IMPOTENZA.

Il Crotone ha vinto 3-0, ha patito un iniziale, naturale nervosismo psicologico, dovuto alla mazzata subita a San Giovanni Valdarno.

Poi i valori sono usciti e l’abituale spettacolo è stato biss… anzi triss... o, quante volte voi vogliate... ato.

Attendiamo Paolo Indiani nella "Sala Stampa", di cornice i soliti battibecchi col sottoscritto che difende la cavalcata dei Rossoblù per altro NON DOVUTA ad alcuno, specie ad un pubblico così negligente.

Entra Indiani.
Non si parla dell’affondata Samb.
Delle gesta tecniche di Bischèri e della freddezza di Ghezzal.

Si discute dei primi scialbi, GIUSTIFICABILI minuti e dello “schifo” che il Crotone avrebbe offerto in trasferta, "riaffondando il dito nella piaga di San Giovanni".

Il fare è, per giunta, costantemente provocatorio, l’uomo Indiani, ormai visibilmente prevenuto, cede.
E non c’è il coraggio di fare un passo indietro, ma la presunzione di chiedersi persino il perché, il Mister, divenga all'improvviso stizzito, coll'arrivare all'essere addirittura schizzinoso.

Penso dentro di me, triste, amareggiato a cosa accadrebbe se Indiani decidesse di dimettersi, se Vrenna decidesse di lasciare.
Intanto i calciatori hanno deciso che non parleranno.

Due sono le domande che mi rimbombano in testa.
La prima è di Indiani, la seconda è di Ursino.

Indiani:
“Cosa mi avreste detto se il Crotone fosse stato a metà classifica?”
Ursino:
“Cosa sarebbe successo a San Benedetto del Tronto, se fosse stata la Sambenedettese ad essere ad un punto della corazzata Salernitana dopo aver vinto 3-0?”

Io non ho parole, figuriamoci loro.
Anzi “ve ne dico 4”:

Crotone non meriti nulla.

lunedì 10 marzo 2008

Crotone NON fermarti ora!

Terrificante mazzata per i ragazzi di Paolo Indiani.

Ci si aspettava la partita della "svolta".
La Sangiovannese, sbirciando la classifica, pareva un avversario appetibile, ma nella sostanza si è rilevato severo e ben disposto in campo, oltre che motivato ed imprevedibile.

Doppio smacco sul piano del morale, perchè pur non fornendo una prestazione eccelsa, Bonomi aveva provato a riportare i suoi in partita firmando il 2-1, ma dopo soli 4 minuti, è arrivato il secondo gran gol di Gerardi, imponderabile mattatore della partita, a riaffondare definitivamente uno Squalo a dir poco titubante.


Nessuno riesce a qualificare il "morbo di trasferta" che affligge i calciatori del Crotone e nemmeno Dalrio a fine partita sa spiegarselo:
“Prima dell'incontro ci guardiamo negli occhi, lo diciamo a gran voce e lo sentiamo nell'animo che la prossima sarà la partita della svolta, lontani dalle mura amiche.
Poi scendiamo in campo ed arriva il solito inaspettato "tilt mentale", quel vorrei, ma non riesco, che ci affligge in questa stagione.
È un peccato ma finchè sarà così, sarà difficile concretizzare il primato”.


Ed il pensiero corre inevitabilmente alla Piazza Pitagorica che troppo, forse, pretende dai suoi beniamini, ma che poco sta dando sul piano del sostegno concreto, tralasciando i soliti 2000 innamorati pazzi dei colori Rossoblù e quegli straordinari tifosi che anche ieri si sono imbarcati ore e ore di viaggio per sostenere inutilmente la truppa di Indiani.

Si sperava si potesse vincere a San Giovanni Valdarno, per poter riportare il pubblico delle grandi occasioni allo Scida, invece questo montante ben piazzato dalla squadra del bravo Bruno Tedino, forse rinvierà nuovamente "la rinascita" concreta del tifo Rossoblù.

Questi ragazzi di certo non lo meritano, ma il "calcio commentato" a Crotone è divenuto ormai bizzarro.

Sugli altari una settimana prima e nella polvere quella successiva.

Sperando che non si precipiti definitivamente in un baratro di delusione e sconforto e ci si sieda invece ai tavoli che contano.

Occorre buttarsi alle spalle questa pesantissima sconfitta e pensare alla importante gara di Domenica, contro l'altalenante Sambenedettese, specie dopo il risultato di Lanciano-Salernitana, terminato 1-1 con le reti di Giorgetti e del solito Di Napoli.

Forza ragazzi non mollate proprio adesso.

Dai Crotone NON fermarti ora!!