domenica 10 maggio 2009

Crotone: Cuore, Vittoria e Play-Off!

Sotto un sole caldissimo, i RossoBlù abbattono un gran Perugia e conquistano matematicamente almeno la terza piazza della classifica che vale gli spareggi per la promozione in Serie B.
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CROTONE-PERUGIA 2-1

CROTONE (4-2-3-1): Farelli 7; Galeoto (Cap.) 7, Diniz 7, Pedotti 6,5, Morleo 6; Pacciardi 7, Carcuro 6,5; Aurelio 6,5 (79' Orosz sv), Calil 6 (88' Figliomeni 7), Basso 7; Paponetti 6 (63' Petrilli 6).
A disposizione: Senatore, Quondamatteo, Cafiero, Triarico.
Allenatore: Francesco MORIERO 7

PERUGIA (4-4-2): Benassi 6; Pagani 6,5, Raimondi 6, Accursi (Cap.) 6,5, Barbagli 6 (86' Federici sv); Stamilla 6,5, Gatti 6 (52' Boldrini 6), Mezavilla 6, De Giorgio 6,5; Del Core 6,5, Cutolo 7,5.
A disposizione: De Marco, Zoppetti, Fiorucci, Di Stani, Ubaldi, Boldrini, Federici. Allenatore: Giovanni PAGLIARI 6

Arbitro: Mauro VIVENZI di BRESCIA 7 (Battista 6,5 - Forcignanò 6,5).

Marcatori: 50’ Pacciardi (KR); 74’ Cutolo (PG); 85’ Basso su rigore (KR).
Ammoniti: Barbagli e Boldrini (PG); Pacciardi, Carcuro, Diniz e Galeoto (KR).
Recupero: +1 nel Primo Tempo, +5 nel Secondo Tempo.
Calci d’Angolo: 5 per il Crotone, 8 per il Perugia.
Spettatori: 1500 circa con una piccola rappresentanza ospite.
NOTE: Pomeriggio caldo ed assolato; terreno in ottime condizioni.
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Crotone - Domenica 10 Maggio 2009, Ore 15:00 - Stadio Comunale “Ezio Scida".

Fonte: http://it.youtube.com/fctelevision
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Dopo aver perso vetta e secondo posto nel giro di due domeniche, il Crotone si appresta a vivere un’altra giornata di passione, contro una delle squadre più coriacee e difficili da battere, il Perugia di Giovanni Pagliari.
I Grifoni in tutto l’arco del campionato, pur segnando poco, si sono consolidati al centro della classifica grazie alla miglior difesa del torneo a pari merito con il Gallipoli, con 28 reti incassate di cui appena 17 subite in trasferta.
Il ritratto della partita è chiarissimo: gli umbri approdano allo Scida, senza nulla da perdere, cercando i punti della salvezza matematica ed affidando alla forte fase difensiva la custodia del pareggio, tentando lo sgambetto ai Pitagorici con le rapide ripartenze dei propri velenosissimi attaccanti.
Gli Squali sono costretti a vincere assolutamente per piazzarsi nel migliore dei modi nella griglia Play-Off, approfittando magari di un passo falso del Benevento nel derby campano contro la Cavese, per poi giocarsi il tutto per tutto a Foggia.
Pagliari schiera i BiancoRossi con un 4-4-2 con Pagani e Barbagli laterali difensivi e Raimondi ed il forte capitano Accursi centrali.
A centrocampo i Pitagorici dovranno fare molta attenzione al marcatore dell’andata, il brasiliano Mezavilla con al suo fianco il duttile Gatti, il rapido Stamilla ed il pericoloso De Giorgio.
In avanti due calciatori dotati di una tecnica fuori dal comune, Del Core e lo spauracchio Cutolo, che ha sempre inciso profondamente nelle gare affrontate contro i RossoBlù.
Indisponibili Ferrari, Mazzeo e Pizzolla, mentre Calori è squalificato.
Il Crotone di Moriero è invece in completa emergenza: al centro della difesa, Pedotti sostituisce lo squalificato Scognamiglio, a centrocampo Galardo fa posto a Carcuro, mentre il rientrante Paponetti prende il posto di Russo al centro dell’attacco ed Aurelio è schierato in luogo di Petrilli.
In porta è assente ancora Concetti per infortunio, al suo posto il bravo Farelli.

PRIMO TEMPO:
Le due squadre si affrontano fin da subito a viso aperto.
La prima iniziativa è sui piedi di Paponetti che ricevuta palla da Pacciardi, entra in area, si allarga e calcia di poco alto sulla traversa.
Un minuto dopo è Calil che ci prova dai 20 metri, ma anche questo tiro è fuori dallo specchio della porta.
Al 16’ il Grifo tenta il colpaccio con il terribile Cutolo: il folletto da posizione laterale esplode un bolide che finisce sulla traversa e un minuto dopo è De Giorgio, a divorare la marcatura davanti a Farelli.
Il Perugia insiste, mentre i RossoBlù incredibilmente appaiono molli e timorosi.
Del Core appoggia a Cutolo che spara all’indirizzo dell’incrocio dei pali: la sfera finisce a lato di pochissimo.
Il Crotone si sveglia alla mezzora quando su azione insistita di Calil, Basso mette in mezzo per Paponetti che si libera della marcatura e colpisce: Benassi è attento e con sicurezza fa sua la sfera.
Ma è un fuoco di paglia, i Pitagorici esprimono il peggio del loro repertorio, in una fotocopia sbiadita ed ingloriosa del bel Crotone ammirato poche settimane prima.
Al 45’ Paponetti cerca di piazzare il pallone dai 18 metri, ma una deviazione di Accursi gli nega la gioia del goal e nel calcio d’angolo successivo, Basso cerca la prodezza di controbalzo, senza fortuna.
L’arbitro fischia la fine del primo tempo, mentre lo Scida appare spento, quasi vuoto nell’animo e negli entusiasmi, sotto un solo cocente che ha penalizzato fortemente i ventidue calciatori in campo.
Nel silenzio tombale che avvolge il campo di gioco, i tifosi riescono persino a parlare con gli atleti di casa e quelli ospiti, come se si giocasse una partita di fine torneo fra due squadre che nulla hanno più da chiedere alla classifica, in uno scambio di battute, divertente, ma dal sapore fin qui davvero amaro.

SECONDO TEMPO:

La partita riprende senza cambi: i due allenatori confermano le disposizioni date nei primi quarantacinque minuti, ma i Pitagorici appaiono finalmente più motivati.
Il primo tentativo è proprio dei RossoBlù al 46’ con un colpo di testa di Pacciardi deviato in corner da un difensore umbro.
Due minuti dopo è Gatti ad impensierire Farelli, ma il suo tiro è debole e centrale.
Al 50’ la svolta: Basso batte un calcio d’angolo corto per Calil, il brasiliano piazza la sfera al centro dell’area di rigore dove Paponetti spizzica per Pacciardi che con un colpo di biliardo insacca alle spalle di Benassi.
Un vantaggio importantissimo che restituisce momentaneamente il secondo posto al Crotone.
La partita vive nuovamente una fase di stanca fino al 74’, quando Cutolo prende palla fuori dall’area di rigore e con un colpo di genio piazza un diagonale fulminante per Farelli che nell’occasione appare leggermente in ritardo e non riesce a respingere.
Un pareggio cercato ed inventato dal talentuoso giocatore ex-Taranto che esalta il Grifo, ripresentatosi dalle parti della difesa RossoBlù con un tiraccio esploso da Del Core, che il portiere Pitagorico respinge non senza difficoltà.
I giocatori crotonesi in preda al panico per via di un campionato che sta sfuggendo di mano proprio nelle battute finali, gettano via la maschera, animando cuore e pompando sangue e corsa nella vene, anche quando l’impresa diviene disperata, oltre ogni ostacolo ed all’84’ l’incredibile, gigantesco Galeoto, con una discesa fulminante, entra in area ed anticipa Barbagli che lo ostacola irregolarmente.
L’arbitro fischia il rigore che Basso trasforma con freddezza.
Sembra il colpo del knock-out, ma il Grifo rinasce dalle ceneri come una Fenice.
Cutolo, un’autentica spina nel fianco dello Squalo per tutta la durata dell’incontro, non ne vuole sapere di mollare e due minuti dopo esegue l’ennesima stoccata che Farelli con un’autentica prodezza respinge in corner.
Ed il devastante calciatore umbro, ci riprova ancora un instante dopo, infiltrandosi a sorpresa fra le linee e stoppando un pallone giunto dalle retrovie che gli permette di ritrovarsi dinanzi al portiere RossoBlù.
Sembra l’incubo finale per i Pitagorici mentre il tiro a botta sicura sta per insaccarsi nella porta, quando si materializza dal nulla il neo-entrato Figliomeni, che con una diagonale perfetta, un autentico miracolo difensivo, salva le sorti della propria squadra.
Un intervento davvero decisivo per il Crotone che vale quanto una marcatura all’ultimo minuto.
Il Perugia non smette di far soffrire i RossoBlù, arrivando a battere persino quattro corner consecutivi che non riescono, però, a dare i risultati sperati, nonostante attaccasse anche il portiere Benassi.
Dopo 5 minuti di recupero l’ottimo Vivenzi fischia la fine di un incontro dal primo tempo incerto e dal secondo vivace e combattuto, che emette la matematica sentenza:
Crotone ai Play-Off, Perugia comunque vicino alla salvezza.


SALA STAMPA:
Il rammarico è quello di non poter ascoltare la voce a caldo dei calciatori umbri, dopo una grandissima prestazione che non è bastata per andare a punti.
Mentre fra i RossoBlù, il primo ad arrivare è il match-winner Basso:
“Quella porta era così piccola, le mie gambe erano devastate dalla stanchezza.
In una frazione di secondo ho deciso di battere angolato e alto, convinto che Benassi si sarebbe disteso, ma non avrebbe potuto prenderla.
Che felicità, che gioia, finalmente una gara in cui la fortuna ci ha sorriso.
Dopo un campionato di questo livello, dopo tutti i sacrifici e gli sforzi fatti sarebbe stato profondamente ingiusto pareggiare oggi e rischiare i Play-Off.
Credeteci, mentre la gente sugli spalti mugugnava dopo il pareggio di Cutolo, ci siamo guardati tutti negli occhi ed abbiamo alzato il capo al cielo, invocando una giustizia divina che tardava a farsi sentire.
Poi Galeoto, non so con quali mistiche energie, ha fatto un recupero prodigioso soffiando un pallone al difensore ed il mio calcio di rigore ha fatto il resto.
Ora il sogno continua, ora nessuno potrà privarci di questa meritata gioia”.
Una partita difficile, un Perugia che ha lottato fino all’ultimo secondo nel tentativo di farvi un pericoloso sgambetto…
“Ma è giusto che sia così, i Grifoni hanno giocato per la loro classifica che ora è rimessa in discussione.
A qualche tifoso che ancora non ha capito come siamo fatti e addirittura fischia sugli spalti, voglio ricordare che non ci sono stati novanta minuti dove ci è stato regalato qualcosa.
E vi rivelerò un segreto.
Io stavo per uscire dal campo perché ero davvero stanco, ma le lamentele udite mi hanno motivato a rimanervi, annullando la fatica e dimostrando che teniamo a questa maglia ed a questa città.
E nel momento del rigore, non ho avuto dubbi, anche se quella porta era così piccola, anche se le mie gambe erano devastate dalla stanchezza”.

Il Presidente Salvatore Gualtieri allontana definitivamente gli assurdi sospetti riguardo ad uno strano calo di impegno dei calciatori nelle ultime gare, avanzati da più parti in città:
“Il Crotone ha dimostrato di giocare tutte le partite fino al novantesimo e se avessimo voluto fare tattica avremmo di sicuro cercato il pareggio nelle precedenti occasioni, invece di perdere malamente negli ultimi istanti come accaduto contro il Gallipoli.
Le chiacchiere da bar che sempre più spesso si fanno senza logica, nemmeno le commento.
Noi conosciamo i sacrifici fatti dal primo all’ultimo uomo di questa Società, dai calciatori agli allenatori, dall’addetto stampa ai magazzinieri.
Gente che sta dando il tutto per tutto e che non meritava di rischiare i Play-Off come poteva succedere.
Anche oggi abbiamo dovuto affrontare una squadra che non solo ha regalato niente, ma ha persino giocato la partita della vita, attaccando negli istanti finali addirittura con il portiere, tanta era la voglia di pareggiare e passare una settimana più tranquilla.
Se fosse finita 1-1, qualcuno avrebbe alimentato la cultura del sospetto, mentre come poi si è visto i nostri valorosi ragazzi in assoluta buonafede, hanno dato il tutto per tutto.
Come hanno dimostrato Galeoto, Farelli, Figliomeni che si sono autenticamente immolati per vincere”.
Con quale spirito arrivate ai Play-Off rispetto all’anno scorso?
“Nella stagione passata eravamo un pò più scarichi, ma quest’anno ci sentiamo mentalmente più forti perché defraudati di una promozione che poteva essere nostra, perché potevamo addirittura vincerlo questo difficilissimo campionato che ci è infine sfuggito di mano proprio nelle ultime battute.
Io sono ottimista ed ora non ci rimane che andare a Foggia, nel tentativo di vincere e conquistare la seconda posizione, sapendo che il Benevento non avrà vita facile in quel di Potenza”.
Un Moriero felice, ma pacato esprime tutta la sua soddisfazione:
“Come ha detto il Presidente, nelle ultime partite, proprio sul più bello, siamo stati un pò penalizzati dalla sfortuna.
Però nonostante tutto, eccoci ancora qui, le altre squadre dovranno fare ancora i conti con i miei ragazzi.
Siamo stati in ritiro questa settimana, lo abbiamo deciso assieme.
Che prova di maturità, che uomini meravigliosi ho allenato fin qui, siamo matematicamente almeno terzi, alla penultima giornata, dopo aver sognato persino di vincere.
Sotto di noi ci sono diverse corazzate; il Perugia di oggi mi fa paura per come è organizzato e per i titolari schierati in campo, eppure noi siamo in alto e loro devono giocarsi la salvezza nell’ultima gara.
Sono orgoglioso di loro, non devono mollare, ora arriva il bello, io gli ho sempre detto che i nomi non contano in questa categoria ed ora più che mai dobbiamo continuare a crederci.
La voglia di andare in Serie B è incredibile, anche se i Play-Off sono una lotteria.
Importantissimo, sarà però arrivare carichi, affrontandoli con l’ennesima mentalità vincente
.
Perché un primo tempo così timoroso dei RossoBlù?
“Innanzitutto faceva un gran caldo, ma soprattutto abbiamo rinunciato a contrastare pesantemente gli avversari per paura delle squalifiche, visto che quasi tutti i nostri calciatori sono diffidati e difatti Galeoto e Pacciardi salteranno l’ennesima finalissima di Foggia.
Poi nel secondo tempo, abbiamo lottato contro la fatica, il caldo, la paura, perché teniamo troppo a questa città ed a questi colori.
Noi non ci fermeremo, per amore della maglia, della società, per amor proprio e del lavoro che abbiamo affrontato lungo tutta la stagione
.
C’è la sensazione che il Crotone soffri troppo le assenze di giocatori determinanti come quella di Galardo nella gara odierna?
“Beh è normale che in un collettivo giovane come il nostro, l’esperienza di calciatori importanti può farsi sentire, ma i sostituti mi stanno sbalordendo: vedere il giovanissimo Orosz affrontare la gara in dirittura di arrivo col piglio del veterano è davvero un piacere”.
Come sta la sua squadra fisicamente alla vigilia di questo fondamentale mini-torneo?
“Noi abbiamo il carattere, la voglia di emergere e l’emozione, il cuore.
Eppoi abbiamo un grande preparatore atletico che ha tentato di fare una preparazione che ci potesse permettere di arrivare in fondo alle gare con le dovuto energie.
Basti vedere cosa ha combinato oggi “nonno-Galeoto”, correndo fino all’ultimo secondo come un bambino”.
Se potesse scegliere il primo avversario dei prossimi Play-Off?
“Visti i risultati in campionato direi subito il Benevento, anche se non potremo affrontarlo per ovvi motivi di classifica, dato che peraltro può ancora andare direttamente in Serie B.
In realtà c’è un così grande equilibrio fra le diverse squadre che è davvero difficile fare calcoli di questo tipo”.

La parola ora più che mai andrà al campo di gioco.

In un campionato che incredibilmente fornirà tutti i suoi verdetti solo all’ultima giornata.
Mai come in questa stagione, infatti, qualcuno potrà dire con assoluta certezza chi accederà direttamente alla Serie B e chi retrocederà, ancor prima dei prossimi esaltanti, emozionanti novanta minuti.

Andrea De Marco


domenica 3 maggio 2009

Il Crotone passa in vantaggio, ma viene rimontato e beffato nella gara della vita!

Il Gallipoli impone ai pitagorici lo scotto della seconda sconfitta casalinga, sapendo soffrire e colpendo con cinismo.
Spietata la gara degli uomini di Giannini, con Rossi, Ginestra e Di Gennaro sugli scudi.
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CROTONE-GALLIPOLI 1-2

CROTONE (4-2-3-1): Farelli 7; Galeoto (Cap.) 6,5, Diniz 5,5, Scognamiglio 6, Morleo 6; Pacciardi 6, Galardo 6; Petrilli 6,5 (77’ Cafiero sv), Calil 4,5, Basso 6; Aurelio 6,5.
A disposizione: Senatore, Figliomeni, Pedotti, Carcuro, Orosz, Grano.
Allenatore: Francesco MORIERO 6


GALLIPOLI (4-3-2-1): Rossi 7,5; Vastola 7; Molinari 6,5, Antonioli (Cap.) 7, Suriano 6,5; Esposito 6,5, Russo 6,5, Zampa 6 (56’ Buzzegoli 6,5), Mounard 5,5 (26’ Sansone 6); Ginestra 8 (89’ Cimarelli sv), Di Gennaro 6,5.
A disposizione: Marcandalli, Cini, Cangi, Marzeglia.
Allenatore: Giuseppe GIANNINI 8

Arbitro: Marco GUIDA di TORRE ANNUNZIATA 6,5 (Evangelista 6 - Argiento 6).

Marcatori: 55’ Basso su rigore (KR); 62’ Ginestra (GAL) 88’ Di Gennaro (GAL).

Ammoniti: Vastola, Russo, Suriano e Sansone (GAL).

Recupero: +1 nel Primo Tempo, +4 nel Secondo Tempo.

Calci d’Angolo: 6 per il Crotone, 5 per il Gallipoli.
Spettatori: 4000 circa con nutrita rappresentanza ospite.
NOTE: Pomeriggio fresco e lievemente soleggiato; terreno in ottime condizioni.
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Crotone - Domenica 26 Aprile 2009, Ore 15:00 - Stadio Comunale “Ezio Scida".
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Trentunesima giornata di Lega PRO - Girone B di Prima Divisione: un incontro che vale una stagione, la madre di tutte le partite.
Di fronte la capolista Gallipoli e la vice Crotone, divise da un punto, una sola distanza fatta di sacrificio e bel gioco; costruita col sudore e l’abnegazione tattica.
Un finale di campionato da thriller, passione, cardiopalma.
In calce i capolavori firmati da due grandissimi ex-calciatori, ora allenatori sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori: Giuseppe Giannini e Checco Moriero.
"Il Principe" schiera il suo consueto albero di natale con Mounard e Ginestra incaricati di giostrare affianco a Di Gennaro.
A centrocampo riconferma di Zampa vicino a Russo ed Esposito, in difesa la solita linea rocciosa formata da Vastola, Molinaro, Suriano e condotta dallo strepitoso capitano Antonioli davanti a Rossi.
Il Crotone di Moriero è il solito, l’unica sorpresa è in avanti: non ci sono gli squalificati Russo e Paponetti, dentro quindi Aurelio dinanzi a Basso, Calil e Petrilli. Galardo e Pacciardi sulla linea mediana, in difesa Morleo ed il rientrante Galeoto sugli esterni e Diniz e Scognamiglio centrali.
In porta non c’è Concetti infortunato, al suo posto Farelli.

PRIMO TEMPO:
Il match si infiamma fin dalle prime batture, con gli Squali che cercano nei ritmi vertiginosi, l’ingrediente per passare in vantaggio.
Il primo pericolo della gara arriva infatti dai piedi di Galeoto già al quarto minuto.
Il terzino insinua un cross velenoso che Rossi toglie dal sette con un buon colpo di reni.
Sul corner successivo è Scognamiglio ad esplodere un tiro potente che termina a lato di poco.
All’ottavo minuto, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il portiere pitagorico Farelli è costretto agli straordinari da un colpo di testa ravvicinato di Vastola.
Al 12’ brivido per i GialloRossi: da un’azione insistita di Aurelio, la palla termina sui piedi di Morleo, cross al centro per Calil che insacca: le rete è però annullata da un sospetto fuorigioco.
Al 20’ è ancora il brasiliano ad insistere, provando, su lancio millimetrico di Diniz, una strana palombella che termina alta ed un minuto dopo è Morleo a servire un cross teso che Petrilli non riesce ad intercettare.
Al 26’ Giannini, intuendo la sofferenza sulle fasce laterali, a sorpresa toglie Mounard per inserire Sansone, nel tentativo di coprire maggiormente la fase difensiva e limitare le folate degli avanti pitagorici.
Ed il Gallipoli non tarda a farsi sentire: già un minuto dopo il potente Ginestra è lesto a girarsi, indirizzando un fendente che il bravo Farelli respinge con bravura.
Dall’altra parte al 31’ ci pensa Rossi ad effettuare un salvataggio miracoloso su Basso che calcia bene dai 20 metri, ma trova l’opposizione del portiere.
Fino alla fine del primo tempo le squadre si danno battaglia non lesinando energie, esprimendo buona qualità e velocità, ma senza andare a rete.
Dopo un minuto di recupero l’arbitro manda tutti negli spogliatoi.

SECONDO TEMPO:
La partita riprende senza cambi: i due allenatori confermano le disposizioni date nei primi quarantacinque minuti.
Al 50’ Aurelio si insinua fra le linee e viene atterrato: il calcio di punizione di Morleo è respinto da Ginestra in barriera.
Un minuto dopo è eccezionale la serpentina in area dell’attaccante RossoBlù, ma il tiro si spegne a lato.
Gli esterni del Crotone mandano in tilt la difesa di Giannini: Galeoto è strepitoso nel servire Petrilli in area di rigore, mentre il gioiellino crotonese supera come un bolide Suriano, costringendolo platealmente al fallo da dietro: cartellino giallo e rigore netto.
È il minuto 55 quando il tiro di Basso spiazza Rossi.
Il Crotone sulle ali dell’entusiasmo trova nuova verve ed intuizioni, ma è clamorosa l’occasione gettata al vento da Calil, dopo uno strepitoso dialogo con Aurelio.
Il brasiliano si ritrova difatti a tu per tu con Rossi da posizione angolata e gli spara malamente addosso, ignorando il compagno ben appostato al centro dell’area.
Al 60’ due tiri pericolosissimi prima di Buzzegoli e poi di Ginestra insinuano i sogni di vittoria degli Squali, ma il portiere Pitagorico è provvidenziale.
In realtà è solo il preludio al pareggio, realizzato al 62' minuto dal gigantesco Ginestra che raccoglie una respinta su un corner e dal limite indirizza un bolide sotto l’incrocio dei pali, ripetendo la prodezza dell’andata.
Farelli non può che guardare la palla entrare in rete, sottolineando la dura legge del calcio che con cinismo si ripropone: goal sbagliato, goal subito.
Purtroppo per i RossoBlù la lezione non viene assimilata e la stessa situazione si ripresenta pochi minuti dopo.
Al 72’ infatti è ancora Calil a sprecare: strepitosa la giocata di Aurelio che lo serve in un fazzoletto di campo, ma ancora una volta il tiro è molle e centrale e Rossi lo neutralizza senza esitazioni.
Moriero ci prova in tutti i modi, fino alla doccia gelata dell’88’ minuto, quando Di Gennaro entra in area, supera Diniz e da posizione impossibile piazza un lungolinea che taglia tutta il campo, sbatte sul palo e finisce la sua corsa in rete.
Come all’andata così al ritorno, il Crotone deve piegarsi alle grandi giocate dei supercannonieri GialloRossi.
L’ultima speranza RossoBlù è sui piedi di Basso che con una punizione velenosa impegna severamente l’esperto Rossi.
Dopo quattro minuti di recupero, l’arbitro fischia la fine di un incontro bellissimo, giocato ad alta velocità, esaltando le doti e le caratteristiche delle due squadre più forti del campionato.

Il Gallipoli con questa vittoria-prodigio si porta a 4 punti dal Crotone, potendo contare anche sul vantaggio negli scontri diretti e su un calendario certamente più agevole.
I RossoBlù, invece, dovranno persino guardarsi alle spalle dal ritorno del Benevento.


SALA STAMPA:
Le urla di gioia del Presidente Gallipolino Vincenzo Barba, fanno da cornice all’impresa dei GialloRossi:
“Fino alle 15 di oggi pomeriggio, tutti mi dicevano che se avessimo fatto risultato a Crotone, avremmo messo la parola fine a questo campionato.
Ed allora voglio seguire queste indicazioni, voglio cantare e festeggiare con i miei tifosi una battaglia cha ha il sapore di una guerra vinta, che ci deve regalare le ultime energie per portare a termine un torneo disputato sempre ai massimi livelli, non senza difficoltà, ma con grandi, enormi soddisfazioni.
Datemi l’occasione per ringraziare il nostro condottiero, un allenatore splendido, un ragazzo tenace che non ha mai mollato, ha sempre creduto nell’impresa ed assieme a questi gladiatori ci sta regalando il sogno della Serie B”.

Anche il presidente del Crotone Salvatore Gualtieri accetta con sportività la felicità degli avversari:
“Trovo sia giusto che il Gallipoli festeggi una vittoria così importante.
Ha trovato di fronte un grande Crotone, che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e che ha dovuto piegarsi solo di fronte alle intuizioni di giocatori eccezionali come Ginestra e Di Gennaro.
Abbiamo avuto la possibilità di chiudere la partita per ben due volte e non ci siamo riusciti, per cui non possiamo che applaudire i GialloRossi per il cinismo e la solidità dimostrata.
Ora però voglio anche sottolineare che abbiamo il dovere di non mollare, perché credo che nel calcio, prima di festeggiare seriamente, si debba centrare l’obiettivo matematicamente.
Quindi dobbiamo ancora una volta pensare a noi stessi ed a vincere le prossime tre partite senza preoccuparci di altro.
Di una cosa sono sicurissimo, il Gallipoli ed il Crotone meritano entrambe la Serie B”.

Moriero sottolinea che è giusto accettare il verdetto del campo…
“Purtroppo come a Sorrento, ci ritroviamo a parlare di sfortuna, di mancanza di freddezza davanti alla porta, di opportunità sprecate.
È chiaro che alla lunga contro una squadra così forte, rischi di perdere se non riesci a finalizzare le occasioni che ti capitano durante la gara e puntualmente due magie ci hanno condannato.
L’essere secondi non deve essere considerato come un demerito, ma sicuramente come una virtù, per una squadra come la nostra costituita in gran parte da giovani.
Il campionato comunque non è finito, dobbiamo avere la forza di guardare avanti”.
Quanto sarà difficile tirare su il morale dei suoi ragazzi in un momento così importante della stagione?
“Io continuo a sostenere che la mia squadra è fatta da uomini prima che da calciatori.
Certo adesso siamo tutti delusi ed amareggiati, ho visto qualcuno piangere, tutti tenevano a fare risultato, ma come detto il calcio è questo, regala soddisfazioni da conservare ed amarezze da cancellare al più presto”.
Trova delle analogie con la sconfitta casalinga disputata contro l’Arezzo, dove il Crotone ha cercato di vincere, ritrovandosi sconfitto nei minuti finali?
“Beh, il Gallipoli certamente è riuscito nel colpaccio come fece l’Arezzo, ma voglio anche sottolineare che quest’oggi ha pareggiato e vinto con due tiri in porta.
Resto comunque della mia opinione, il Crotone deve ripartire dalla sua posizione di classifica, importante e meritata e non è un disonore perdere contro una squadra come quella pugliese.
Sfido chiunque a trovare in Lega Pro un gioco migliore delle due contendenti viste nel pomeriggio allo Scida”.

Galardo e Basso si accodano alle dichiarazioni del Mister:
“Il Gallipoli ha vinto, onore alla squadra pugliese.
Ora le percentuali per una promozione diretta scendono vorticosamente, diciamo al 20%.
Noi comunque non molleremo e cercheremo di fare più punti possibili, poi alla fine si vedrà chi sarà stato più bravo.
Di certo in queste ultime gare siamo stati davvero sfortunati, mentre loro hanno avuto anche la giusta fortuna che in occasioni come queste non deve mancare mai”.

Dall’altra parte Rossi e Molinari fanno fatica a contenere l’emozione:
“Abbiamo disputato un incontro eccezionale, sul loro vantaggio non ci siamo disuniti e poi ci hanno pensato Ginestra e Di Gennaro a suggellare una partita che riteniamo fondamentale per la promozione.
Il Crotone ci ha fatto sudare, non ha mai mollato, merito ai RossoBlù che però oggi hanno dovuto affrontare un avversario ispirato e volenteroso.
Siamo davvero contenti di aver regalato ai nostri fantastici, unici tifosi, una vittoria che a breve potrebbe sancire un risultato storico per la città di Gallipoli”.

L’ultimo ad arrivare è il protagonista della giornata, "Il Principe" Beppe Giannini:
“Vi svelerò un segreto, ad inizio anno Checco Moriero mi aveva incontrato, chiedendomi la disponibilità per la cessione di Ginestra, perché cercava un calciatore che gli avrebbe permesso di poter fare la differenza nella corsa alla vittoria del campionato.
Con questo voglio sottolineare che il Gallipoli non partiva come favorito, che abbiamo dovuto pian piano maturare psicologicamente la nostra forza, per poi applicarla sul campo.
Quello che avete visto oggi è stato il frutto di tanto lavoro, per cui ringrazio i miei ragazzi e la società con a capo il mio Presidente che ha sempre creduto in me e nella squadra”.
L’anno scorso la Salernitana vantava una delle squadre più forti delle ultime stagioni, eppure alla trentunesima giornata aveva ben 5 punti in meno del suo attuale Gallipoli.
Cosa ne pensa?
“Mi rende orgoglioso, questa riflessione sottolinea il fatto che abbiamo una eccezionale media punti e che la squadra ha cercato sempre di vincere, anche se a volte è caduta, ma ha saputo rialzarsi.
Peraltro voglio dire che assieme a noi e al Crotone, abbiamo alle spalle corazzate come Benevento ed Arezzo, per cui non posso che essere soddisfatto”.
Ci ha citato due squadre forti come quella campana e quella toscana.
Quali le differenze con gli Squali, anche in vista dei prossimi Play-Off?
“Diciamo che il Benevento e l’Arezzo sono due compagini esperte, dotate di grosse individualità, ciniche e spietate.
Mentre i Pitagorici hanno la loro forza in Moriero, in un gioco sbarazzino ed arioso, veloce ed imprevedibile.
Rimangono tutte squadre temibili e difficili da affrontare”.
Può darci qualche indicazione sul suo futuro?
“Prima di pensare alla mia carriera, ricordo a tutti che il campionato non è affatto finito e nessuno deve fare l’errore di rilassarsi perché mancano 9 punti all’appello ed il calcio è uno sport dove le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
Una volta che avremo raggiunto il nostro obiettivo, non avrò problemi a parlare col Presidente e sono certo che troveremo un accordo per le prossime stagioni.
Ora però, credo fermamente che il nostro prossimo compito sarà quello di dimenticare subito questa importante vittoria e concentrarci sulla sfida contro il Taranto, perché l’impresa va completata prima di festeggiarla”.

Andrea De Marco

domenica 12 aprile 2009

A TUTTI VOI...

Il Crotone impatta contro la Paganese guadagnando un punto amaro che accresce la speranza della Promozione!

I RossoBlù non riescono a battere i coriacei AzzurroStellati, ma allungano in classifica mentre il Gallipoli affonda a Sorrento.
Parapiglia in coda alla partita.
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CROTONE-PAGANESE 1-1

CROTONE (4-2-3-1): Concetti 6,5; Galeoto (Cap.) 6,5, Diniz 7, Scognamiglio 6, Morleo 6; Pacciardi 7, Carcuro 6; Aurelio 6 (57’ Petrilli 6,5), Calil 6,5, Basso 5,5; Russo 6 (77’ Paponetti sv).
A disposizione: Farelli, Cafiero, Figliomeni, Pedotti, Orosz.
Allenatore: Francesco MORIERO 6,5

PAGANESE (3-4-3): Melillo 6,5; Astarita 6,5, Taccola 6,5, Chiavaro 6; Imparato 6,5, Cucciniello 6,5, Caracciolo 7, De Giosa (Cap.) 5,5 (58’ Bacchi 6,5); Iraci 6 (58’ Diogo 7), Fanasca 6, Zarineh 7,5 (81’ Capodoglio sv).
A disposizione: Pantanelli, Legittimo, Fiorentino, Berardi.
Allenatore: Eziolino CAPUANO 6,5

Arbitro: Lorenzo SPADACCINI di VASTO 6 (Fontanarosa 6 - Campana 6).

Marcatori: 42’ Pacciardi (KR); 66’ Zarineh (PA).

Ammoniti: Carcuro, Basso, Pacciardi e Paponetti (KR); Iraci, Imparato e Chiavaro (PA).

Recupero: +2 nel Primo Tempo, +5 nel Secondo Tempo.
Calci d’Angolo: 6 per il Crotone, 3 per la Paganese.

S
pettatori: 3000 circa con buona rappresentanza ospite.
NOTE: Pomeriggio fresco e soleggiato; terreno in ottime condizioni.
Esposto a centrocampo, prima della partita, uno striscione in ricordo di Valentina, diciassettenne crotonese deceduta ieri mattina.
È stato inoltre osservato un minuto di raccoglimento a suffragio delle vittime del terremoto in Abruzzo.
La società Pitagorica ha deciso di donare un euro di solidarietà per ogni biglietto venduto.

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Crotone - Sabato 11 Aprile 2009, Ore 15:00 - Stadio Comunale “Ezio Scida".

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Il campionato non si ferma di fronte al dramma abruzzese, “The show must go on” tuonava spesso negli anni '80, la splendida voce del grande Freddy Mercury.
Si gioca così all’Ezio Scida una partita dal risultato che appare quasi scontato, andando a sbirciare fra le statistiche degli Squali.
Un Crotone dal ruolino interno spaventoso, quasi imbarazzante, ospita la squadra campana dopo aver conquistato ben dodici vittorie, un unico pareggio ed una sola sconfitta tra le mura amiche.
I RossoBlù di Moriero, senza timore dell’alta quota, impongono a loro stessi il compito di tenere alta la concentrazione, perché la Paganese arriva con le credenziali da avversario ostico e scorbutico, avendo subito una sola rete nelle ultime quattro gare, terminate peraltro con l’acquisizione di ben otto punti e condite da una prestigiosa vittoria a Perugia.


PRIMO TEMPO:
Eziolino Capuano, allenatore dal carattere estroso, schiera un 3-4-3 mascherato, corto, pronto alle chiusure massicce schiacciandosi in un 5-4-1 ed alle ripartenze rapide, velenose, usufruendo del rientro di Imparato sulla linea dei difensori al fianco di Taccola, Chiavaro ed Astarita e del ritorno del capitano De Giosa, che aveva saltato la gara contro il Pescara, piazzato esterno di centrocampo assieme al pendolo Iraci a supportare il gioco del corridore Caracciolo e del giovane Cucciniello, sistemato come guastatore tra le linee.
In appoggio alla punta Zarineh, c’è il tecnico Fanasca.
Di contro Checco Moriero va in campo con il suo modulo consolidato, inserendo Aurelio sulla trequarti al fianco di Calil e Basso e confermando la solida difesa a quattro composta da Galeoto e Morleo esterni, Diniz e Scognamiglio centrali.
L’impostazione della manovra è affidata a Carcuro e Pacciardi, mentre è assente Galardo che sconta il suo secondo turno di squalifica, dopo il rigetto del ricorso presentato dal Crotone.
In avanti come al solito c’è Russo.
La prima azione della gara è proprio dell’attaccante RossoBlù che al 12’ si accentra e prova un tiro velleitario che finisce lento a lato della porta difesa da Melillo.
Al 15’ è De Giosa che scodella un pallone in area senza impensierire la difesa locale.
Un minuto dopo, la velocità dei padroni di casa atterrisce gli uomini di Capuano: triangolazione fulminea sull’asse Carcuro-Calil-Aurelio e pennellata di ritorno per il brasiliano che calcia al volo, sfiorando la marcatura da applausi.
Subito dopo è Russo che tenta una conclusione velenosa che il portiere campano riesce a neutralizzare.
Al 28’ brivido in area crotonese: l’esperto Taccola piazza un lungolinea che attraversa una selva di gambe e rischia di ingannare Concetti che con qualche difficoltà sventa il pericolo.
Al 30’ lo strepitoso Diniz inventa un lancio calibrato che taglia il campo per una sessantina di metri servendo Basso.
Il furetto, senza pensarci troppo, esplode un bolide “sotto al sette”, ma Melillo con un intervento prodigioso si rifugia in corner: la partita si infiamma.
Al 40’ è ancora Basso ad insinuare un fendente con la palla che termina di poco a lato.
La Paganese sembra contenere bene il Crotone, ma lo Squalo è irrefrenabile e non aspetta altro che un black-out dei rivali per colpire ed affondare.
Al 42’ un lungo lancio di Carcuro, trova la “spizzata” di testa di Russo che finisce per alzare un campanile pericoloso nella zona di Pacciardi.
Il possente crotonese, svetta sul pallone, anticipa Melillo dagli otto metri e lo fa secco, conseguendo il meritato vantaggio dei padroni di casa.

Dopo due minuti di recupero, termina così un primo tempo scoppiettante.


SECONDO TEMPO:
La partita riprende senza cambi: i due allenatori confermano le disposizioni date nei primi quarantacinque minuti fino al 58’, quando Capuano prova ad appesantire le azioni offensive dei suoi ragazzi con gli inserimenti dell’esterno Bacchi e del regista offensivo Diogo: si passa al consolidato 3-4-1-2.
I campani prendono coraggio e già al 60’ impensieriscono severamente Concetti con un colpo di testa di Zarineh al termine di una convulsa azione di gioco.
Al 66’ la caparbia degli AzzurroStellati viene però premiata: con un calcio d’angolo preciso, è proprio il nuovo entrato Diogo ad imbeccare la roboante discesa in area di Zarineh che con spietatezza anticipa tutti ed incrocia il pallone di testa, insaccandolo alle spalle dell’incolpevole portiere RossoBlù.
La partita vive ora una fase di gioco disordinata con Capuano che riesce ad irretire perfettamente la manovra degli uomini di Moriero.
Non accade così più nulla fino all’85’, quando Petrilli ruba il pallone a centrocampo e serve Basso che scodella in mezzo per l’accorrente Paponetti: colpo di testa e sfera alle stelle.
Gli ultimi minuti di gioco sono intensi, il Crotone tenta disperatamente di realizzare la rete del vantaggio ed al 90’ Petrilli può calciare davanti a Melillo che però miracolosamente respinge.
Al 92’ è poi Concetti a dover fare gli straordinari per salvare un liscio di Scognamiglio che favorisce l’entrata in area di Diogo, anticipato dal portiere.

Passano infine altri tre minuti di recupero ed all’arbitro non rimane che il triplice fischio.
Sembra un finale tranquillo mentre i calciatori fanno il loro ritorno negli spogliatoi, ma all’improvviso scoppia un parapiglia che nessuno si aspetta, coinvolgendo per qualche minuto nella confusione generale anche l’allenatore
Capuano ed alcuni tesserati delle due squadre.
Una scena che di questi tempi è opportuna come i cavoli a merenda.

SALA STAMPA:
Il primo ad arrivare in sala stampa è il Presidente del Crotone Salvatore Gualtieri...
“Prima di tutto tengo a precisare che considero riprovevole l’episodio del parapiglia finale.
Lo condanno fermamente.
La gara contro la Paganese è stata davvero difficile, perché gli avversari si difendevano con tutti gli effettivi e ripartivano velocissimi, dimostrando una buona condizione fisica.
Dobbiamo però essere coscienti che, nonostante il pareggio casalingo, siamo riusciti ad allungare di un altro punto sul Gallipoli e che a Sorrento ci attenderà un’altra battaglia contro una compagine che ha dimostrato di non temere le prime in classifica.
Non possiamo mollare, dovremo essere, ora più che mai, pronti a centuplicare le forze ed a trovare tutte le energie per non cedere il passo, riuscendo a costruire un’altra ennesima, grande prestazione".

Moriero oggi non avrebbe voluto giocare:

“Faccio fatica a parlare di calcio.
Siamo stati costretti a lavorare in un giorno in cui era preferibile fermarsi e riflettere.
Personalmente non posso far altro che dedicare un pensiero alle vittime di un terremoto che ha sconvolto tutti.
A questo proposito anche io, come il Presidente, reputo davvero sgradevoli alcuni gesti avvenuti a fine partita ed i miei ragazzi sanno quanto mi fa rabbia quando capitano cose di questo tipo che nulla hanno a che fare con il mondo dello sport.
Tengo a dire, però, che sempre più spesso ormai si vedono scene di quel tipo e che proprio per questo desidero che i calciatori del Crotone si distinguano anche nei comportamenti, visto che siamo primi e dobbiamo dare l’esempio su tutto”.
Un punto importante che però lascia l’amaro in bocca...
“Certamente tenevamo ad una vittoria che ci avrebbe fatto sognare davvero.
Però l’avversario di oggi era difficile da incontrare e sapevo che avremmo incappato in qualche difficoltà nel fare gioco tra gli spazi chiusi da Capuano.
Bisogna dire ad onor del vero che solo un episodio ci ha condannati al pareggio, anche se poi abbiamo addirittura rischiato di perdere, attaccando senza un criterio tattico, come abbiamo fatto nell’occasione della sconfitta interna contro l’Arezzo.
Teniamoci il punto e dimentichiamo questa gara.
Da ora nella nostra testa dovrà esserci solo il Sorrento, una tappa importantissima che speriamo di non fallire.
Comunque andranno le cose, stiamo comunque realizzando un’impresa, siamo primi a due punti dalla seconda, in un sogno che sembrava irrealizzabile ad inizio stagione”.

Capuano è felice per la prestazione della sua squadra e non risparmia qualche frecciata:
“Nel calcio dovremmo fare tutti un passo indietro.
A prescindere dall’appartenenza alle due società, chi ha sbagliato nel parapiglia finale deve vergognarsi di far parte di questo mondo.
Evito di dilungarmi sull’accaduto perchè voglio piuttosto sottolineare l’impresa dei miei ragazzi.
Siamo riusciti a costruire un capolavoro tattico, proteggendoci con un modulo coperto ed annullando tutte le memorie e gli schemi offensivi avversari.
Il Crotone è la squadra più forte del torneo, ha un allenatore straordinario e degli esterni portentosi.
Ho cercato di studiare un modo per evitare i loro continui, rapidi raddoppi sulle corsie laterali ed alla fine possiamo dire che la missione è stata compiuta, avendo ottenuto un pareggio d’oro sul campo più difficile del torneo.
Se dovessimo salvarci senza andare ai Play-Out, dopo il complicato mercato di gennaio, potremmo dire di aver vinto la nostra Champions League”.

Il Crotone allunga dunque sul Gallipoli, con la convinzione che il sogno può diventare realtà, condita da un leggerissimo senso di frustrazione, avendo sciupato una ghiotta occasione per imporre ai rivali una fuga che avrebbe avuto davvero il sapore gustoso della promozione.
La Paganese trova invece un punto di platino, per una salvezza tranquilla che a gennaio sembrava una chimera.

Andrea De Marco

lunedì 16 marzo 2009

Il Crotone-Samba affonda un generoso Foligno.

I Pitagorici si esaltano grazie ad una superba prestazione collettiva condita dall’estro di Calil.
Gli Umbri non demeritano, ma è l’evidente divario tecnico a fare la differenza.

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CROTONE-FOLIGNO 4-2

CROTONE (4-2-3-1): Concetti 7; Galeoto (Cap.) 6,5, Diniz 6,5, Scognamiglio 6,5, Morleo 6,5; Pacciardi 6, Galardo 7; Petrilli 7,5 (58’ Aurelio 6), Calil 8 (66’ Carcuro 6), Basso 7 (89’ Figliomeni sv); Russo 6.
A disposizione: Farelli, Quondamatteo, Pedotti, Orosz.
Allenatore: Francesco MORIERO 8

FOLIGNO (4-3-3): Conti 6; Petterini 7, Buscaroli 5,5, Guastalvino (Cap.) 5,5, Pencelli 6,5 (85’ Baldanzeddu sv); Signori 6,5, Borgese 7 (30’ Mandorlini 5,5), Furiani 5,5 (58’ Cesaretti 6,5); De Paula 5,5, Coresi 6,5; Cipolla 6.
A disposizione: Palanca, Cotza, Gregori, Lispi.
Allenatore: Paolo INDIANI 6

Arbitro: Michele GALLO di BARCELLONA POZZO DI GOTTO 5,5 (Dioletta 6 - Tozzi 5).

Marcatori: 22’ Coresi su rigore (FG); 26’ Calil, 36’ Basso, 41’ Petrilli e 48’ Calil (KR); 75’ Cesaretti (FG).

Ammoniti: Diniz e Pacciardi (KR); Buscaroli e Cipolla (FG).

Recupero: +2 nel Primo Tempo; +4 nel Secondo Tempo.
Calci d’Angolo: 5 per il Crotone, 8 per il Foligno.

Spettatori: 2500 circa con buona rappresentanza ospite.
NOTE: Pomeriggio parzialmente nuvoloso e fresco; terreno in buone condizioni.

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Crotone - Domenica 15 Marzo 2009, Ore 14:30 - Stadio Comunale “Ezio Scida".


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Prendete un bravo calciatore Brasiliano, motivato ed in smagliante forma dal punto di vista atletico.
Mettetelo in un campo da calcio, in una posizione a lui congeniale e provate a dargli un pallone.
Non potrà non deliziare la platea con tocchi magici e numeri d’alta scuola.
Ecco a voi il ritratto definito di Caetano Prosperi Calil, oggetto apparentemente misterioso del calciomercato estivo Crotonese, ma solita, ennesima scommessa vinta dal direttore sportivo Beppe Ursino e da un talent scout d’eccezione che decise di portarlo alla Fiorentina: Pantaleo Corvino.
A scanso di equivoci, si dovrà pur specificare che non si è ammirato solo il “Calil-Show” allo Scida.
Il malcapitato Falchetto Umbro ha dovuto pagar dazio, nonostante una buona preparazione tattica, chinando il capo di fronte al genio ed allo spietato tasso tecnico degli uomini di Moriero.
La devastante forza di Petrilli, la corsa impetuosa di Morleo e Galeoto, il rientro in grande stile di Galardo, la solita verve di Basso e l’ottima prestazione del sorprendente Diniz, shakerati da un barman d’eccezione come il buon Checco, hanno finito con l’impallinare il povero Conti per ben quattro volte.
Il Foligno di Indiani, uno dei maestri indiscussi di questa Lega Pro e profondo conoscitore delle strategie Pitagoriche, con determinazione e gagliardia era persino riuscito a portarsi in vantaggio.
Poi col passare dei minuti il Crotone è cresciuto, realizzando due reti a dir poco strepitose, segnandone altre due e finendo col vivacchiare di rendita per il resto della partita.
I BiancoAzzurri, ad onor del vero, hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo, attaccando fino all’ultimo secondo di gara e mettendo i brividi a Concetti in più di un’occasione, ma lo Squalo di questi tempi è un autentico predatore della categoria e difficilmente può recitar la parte della preda in casa propria.
Una reazione ed una volontà, dunque, che lasciano ben sperare in chiave salvezza ed in vista delle prossime nove finali che attenderanno la compagine allestita dal Presidente Zampetti.

PRIMO TEMPO:
La gara appare fin dai primi minuti deliziosa, le portate sono servite fumanti sul tavolo dello Scida.
Indiani prova a cambiare modulo nel tentativo di irrobustire la difesa.
Si passa così dal collaudato 3-4-3 coi tre marcatori difensivi, ad un ben più quadrato 4-3-3 coi terzini Petterini e Pencelli ed i centrali Guastalvino e Buscaroli, schierato a sorpresa al posto di Gregori.
In avanti il velenoso trio formato da Cipolla, Coresi e De Paula.
Moriero risponde con il solito 4-2-3-1, ma da par suo, anche Checco ha un paio di novità per i tifosi locali.
Il rapido Diniz schierato al centro della difesa al posto di Pedotti ed il rientro di Galardo fin dal primo minuto, dopo uno stop durato due mesi per via di un trauma distorsivo subito dopo uno scontro in allenamento.
Nei primi venti minuti le squadre creano pochissime conclusioni pericolose, ma il gioco appare spumeggiante e veloce; la gara in pratica è davvero godibile, specchio limpido della bravura dei rispettivi allenatori.
Si evince tra i Folignati l’importante contributo fornito da Borgese che svaria davvero per ogni zona del campo.
Cipolla e Coresi provano a dettare i tempi su tutto il fronte dell’attacco umbro ed al 22’ minuto, proprio su un pallone tenuto in campo dall’ex-Pistoiese, nasce l’azione che porterà alla marcatura.
Il trequartista infatti, prende palla, converge, supera due avversari ed inventa un taglio rapido per Furiani che con un prodigioso colpo di tacco innesca la cavalcata portentosa di Petterini che penetra di prepotenza nell’area di rigore RossoBlù e viene maldestramente atterrato da Pacciardi.
Il fallo da rigore per Gallo è indiscutibile, ma dopo aver indicato senza indugio il dischetto, l’arbitro siciliano ammonisce per sbaglio Diniz.
Un errore che in un qualche modo peserà sull’incontro, dato che lo stesso Pacciardi sarà successivamente ammonito.
Coresi nel frattempo è spietato e porta in vantaggio i suoi.
La gioia dei Falchetti dura tre giri di lancette.
È il 26’ quando dai 23 metri, su servizio impeccabile di Galeoto, Calil stoppa di petto, fa un passo in avanti ed esplode un bolide che sbatte sulla traversa e termina alle spalle di Conti.
Capolavoro del Brasiliano, giù il cappello.
Gli umbri capiscono che il loro avversario è più vivo di prima e cominciano ad avvicinarsi con minore intraprendenza alla porta difesa da Concetti.
Alla mezzora Borgese, probabilmente il migliore dei suoi, si fa male ed è costretto ad uscire; al suo posto entra Mandorlini.
Il Crotone, liberatosi di un avversario scomodo ci riprova ed al 36’ grazie ad una triangolazione rapida con Galardo, Petrilli, l’enfant prodige RossoBlù, mette al centro un cross calibrato che arriva sui piedi di Basso che al volo e senza pensarci due volte, fa partire una cannonata in piena area di rigore.
Nuovo Eurogol e uno-due pesantissimo subito dagli uomini di Indiani, in pochi minuti.
La mazzata psicologica è evidente; i Pitagorici non aspettavano altro per mettere la gara in cassaforte.
L’indemoniato Petrilli fa infatti le prove del terzo goal, seminando scompiglio lungo l’out di destra e sparando addosso a Conti che con un riflesso felino spedisce il pallone in corner.
Si occupa della battuta Basso, il cronometro segna quota 41 ed è proprio Petrilli che di testa fa nuovamente secco Conti in mezzo ad un nugolo di avversari.
Giunti al 45’, dopo due minuti di recupero, Gallo “dice che può bastare”
.

I giocatori rientrano negli spogliatoi tra gli scroscianti applausi di sottofondo, 4 goals visti ed un gioco arioso da entrambe le parti.

SECONDO TEMPO:
La gara riprende da dove era finita, il Crotone è implacabile.
È il 48’ quando Calil, ancora lui, riceve un superbo cross da Galardo ed indisturbato, causa l’immobile difesa umbra, insacca di testa.
Al Foligno non rimane che buttare giù la maschera ed attaccare con tutti gli effettivi.
La partita diviene bellissima, la generosità degli umbri è encomiabile.
Per ben tre volte su iniziative di Cipolla, Coresi e Signori, i Falchetti impegnano severamente Concetti.
Al 75’ il nuovo entrato Cesaretti, servito dal piede caldo del fantasista Folignate, anticipa tutti e segna, anche lui di testa, per il 4-2 definitivo.
C’è ancora tempo per vedere Cipolla mettere la palla in rete, su assist di De Paula in evidente posizione di fuorigioco ed un gesto veramente nobile di Basso, che al momento della sostituzione, correndo verso la panchina avversaria, abbraccia i propri mentori: Indiani e Peruzzi.
Scene che vorremmo vedere più spesso sui campi di calcio.
Arrivati al 90’ saranno ben 4 i minuti di recupero che non sortiranno alcun altro effetto sul risultato.

È la fine di una gara intensa, combattuta, spettacolare.
Non poteva essere altrimenti in questo scontro tra titani del metodo calcistico.
L’allenatore emergente batte quello esperto, in un duello fatto di perle tattiche e gesti tecnici di ben altra categoria.
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SALA STAMPA:

Il primo ad arrivare è l’ex-allenatore degli Squali, ora sulla panchina dei Falchetti, Paolo Indiani:
Era prevedibile questa sconfitta, visto l’andamento casalingo del Crotone?
"Beh, nel calcio non si dovrebbe mai mettere in preventivo una disfatta, per una serie di fattori, specie quelli motivazionali.
Noi abbiamo provato a fare la nostra gara e sono soddisfatto della prestazione, ma devo dire con sincerità che i RossoBlù hanno dimostrato cosa vuol dire avere qualità ed essere momentaneamente la capolista del Girone.
A tratti nonostante ce la mettessimo tutta, facevamo fatica a prendere la sfera, perchè sul possesso di palla i nostri avversari sono stati bravi, molto bravi".
Il Foligno ha continuato a sperare nella rimonta fino all’ultimo secondo di gara: si può affermare che sarà questa la strada giusta per raggiungere la salvezza in previsione delle nove finali che vi attenderanno?
"In verità bisogna ammettere che dopo il 4-1 ci aspettavamo un calo di entusiasmo e non abbiamo lesinato energie per provare almeno a dimezzare lo svantaggio.
È un segnale importante, fare punti qui è difficile per tutti, quindi dobbiamo guardare alla prestazione e tentare di ripeterla sul piano mentale e della volontà”.
Quali sono i motivi della sostituzione di Borgese alla mezzora?
"Questa è stata un’altra brutta gatta da pelare durante la partita.
Per altro il ragazzo stava disputando una gara attenta ed importante.
Purtroppo si è fatto male e tuttora non conosciamo l’esatta entità dell’infortunio.
In prospettiva, spero di cuore che non sia niente di grave”.
Un ottima prestazione degli esterni (in particolare di Pippo Petterini n.d.r.), tanti schemi offensivi, ma, sul mero piano della qualità, il tridente è per lei stato soddisfacente?
"Sono sincero nel dire che avrei voluto vedere la lucidità espressa dai miei tre ragazzi in altre occasioni.
Ogni gara ha comunque una sua storia, ne si può pretendere sempre che tutto funzioni come dovrebbe”.


Arrivano Basso e Calil raggianti, il primo appare sicuro:

"Spero che la partita di Potenza ci sia servita da lezione.
Abbiamo capito che bisogna tenere alta la concentrazione contro chiunque e far di tutto per ottenere i tre punti.
Oggi siamo passati in svantaggio e non abbiamo mollato, è un segnale positivo”.
Per chi tiferai nel posticipo?
“Devo essere sincero, lo guarderò senza fare il tifo per nessuno, noi abbiamo fatto il nostro dovere ed è questa la cosa più importante.
Dopo questa fatica posso starmene seduto tranquillamente sulla poltrona e guardare da spettatore un'altra bella partita di calcio”.

Calil fa i complimenti a Moriero:
“Siamo un grande gruppo, ho compagni davvero eccezionali e sono felicissimo di poterli aiutare.
Il Mister ha compreso le mie motivazioni ed io sto cercando di ripagare le sue scelte con tutta la voglia che ho dentro”.
Ti sei chiesto perché il tuo allenatore ora ti sta impiegando di più rispetto a prima?
“Non posso nascondere la mia felicità rapportata all’ impiego dal primo minuto.
Bisogna anche dire che non è mai facile fare determinate scelte.
Nel girone d’andata a contendermi il posto da titolare c’era anche un bravo calciatore come Espinal.
Per me è importantissimo, fondamentale, allenarmi con tutte le energie possibili, al massimo della concentrazione e della volontà.
Poi quando ci sono delle qualità credo che la determinazione alla lunga nel calcio paghi”.

Mister Moriero in viso esprime la consapevolezza di chi sta lottando per un traguardo importante…
“Ancora una gara difficile, ancora una grandissima prestazione da parte dei miei ragazzi, che hanno dovuto recuperare un goal di svantaggio contro una squadra ben allenata e pericolosa.
Quando siamo andati sul 4-1 ho temuto un calo di concentrazione fisiologico, ma non ho mai dubitato della determinazione.
Permettetemi una battuta in proposito, ci troviamo di fronte a dei professionisti seri; non ci sono solo bravi calciatori a Crotone, ma uomini con gli attributi e la città deve essere fiera di questo”.
Ci ha sorpreso tutti con Diniz al posto di Pedotti
“È semplice, mi serviva l’apporto di una maggiore velocità ed esplosività in fase di marcatura ed aggiungo di aver visto una grande prestazione da parte sua”.
Ci dia la sua opinione su Petrilli, oggi davvero devastante, un giovane su cui ha puntato molto…
“Io ho creduto e scommesso su di lui fin dal mio arrivo, avendo notato le sue caratteristiche nella scorsa stagione e comprendendo le potenzialità di questo ragazzo.
Finalmente ieri abbiamo visto di cosa è capace, deve solo convincersi delle qualità di cui è dotato, per dar spazio ad una continuità che ancora non c’è e dovrà trovare.
Credetemi, so che può far ancora meglio di così, lo abbiamo aspettato tanto, ora speriamo che insista su questa strada”.
Primo posto in classifica in attesa di un posticipo al cardiopalma.
Cosa teme di più, il ritorno dell’Arezzo o la fuga del Gallipoli?
“Non ho dubbi, io temo solo il mio Crotone.
Arrivati a questo punto è chiaro che per prima cosa dobbiamo fare la lotta su noi stessi, senza pensare a quello che fanno gli altri.
Alla fine i nodi verranno al pettine e la classifica ci dirà chi sarà stato il più bravo”.

Parole di un Mister dalle potenzialità incredibili, grande comunicatore, eccezionale motivatore.
Allenatore umile Checco, uno di quelli che credono molto al lavoro e poco alle chiacchiere, dando sempre più dimostrazione della fondatezza dei tanti attestati di stima profusi dai diversi addetti ai lavori.

Andrea De Marco