domenica 1 giugno 2008

Crotone ed Indiani: Rottura definitiva.

“A seguito di un incontro svoltosi in mattinata fra la dirigenza dell'F.C. Crotone, presenti il presidente Raffaele Vrenna, il vice presidente Gianni Vrenna, l'amministratore delegato Giancarlo Martucci, il dirigente Raffaele Marino, il direttore sportivo Peppe Ursino, ed il tecnico Paolo Indiani, si è raggiunto consensualmente l'accordo di interrompere il rapporto fra le parti.

La società pertanto ringrazia Paolo Indiani, persona seria, uomo ed allenatore di indiscutibili valori umani e tecnici, per l'ottimo lavoro e per aver egregiamente guidato il Crotone attraverso un campionato di alto livello”.

Recita proprio con tali parole il comunicato reso pubblico dalla Società RossoBlù con il quale si annuncia il divorzio dal tecnico di Certaldo, Paolo Indiani.

Una settimana travagliata, difficile e complicata da descrivere, quella fra le parti che ha partorito una decisione che sembrava scontata per come le cose si sono “trascinate” da un certo punto della Stagione in poi.

Restano tanti i dubbi e le perplessità a giustificare la rescissione contrattuale.

Per la Società, seguita a stretta ruota anche da gran parte della Stampa Locale e da una fazione dei tifosi, Indiani, pur avendo riconosciuti enormi valori umani e grande abilità tecnico/tattiche, avrebbe avuto delle deficienze in relazione all’utilizzo di alcuni calciatori meno in forma di altri, in alcune partite cruciali del campionato, non ultima la partita Taranto-Crotone di Domenica scorsa.

L’altra parte della medaglia, costituita in primis dagli allenatori delle altre squadre del Girone B, dalla Stampa Nazionale ed anche da un’altra porzione di tifosi Pitagorici, rattristati per la notizia, ha invece evidenziato e messo in risalto come per tutto l’anno, il Crotone, imbattuto in casa, abbia messo assoluta qualità e prestigio nel gioco, ma soprattutto come sia riuscito a raggiungere un obiettivo quanto mai difficile, ma importante, pur non potendo disporre di un organico all’altezza di corazzate come Salernitana, Perugia e lo stesso Taranto, che proprio nella semifinale Play-Off ha messo in evidenza uno strapotere tecnico prima ancora che tattico.

In casa Crotone, le indiscrezioni delle ultime ore portano a tre nomi.

Primo fra tutti Antonello Cuccureddu, che con la Società di Raffaele Vrenna ha già raggiunto la prima storica promozione in Serie B.

Poi Roberto Cevoli ex-Squalo e secondo di Gregucci in quel di Vicenza.

Infine si avvicinerebbe anche Checco Moriero che pur retrocedendo con il Lanciano a causa di una stagione travagliata e vessata dalla giustizia sportiva, ha espresso un gioco corale e sostanzialmente divertente.

Staremo a vedere, ma soprattutto ora è arrivato il tempo di fare un grosso, enorme in bocca al lupo a Mister Indiani e chissà che qualche altra Società di livello, ora non si lasci sfuggire l’occasione di accaparrarsi questa “persona seria, uomo ed allenatore di indiscutibili valori umani e tecnici”...

martedì 27 maggio 2008

Crotone, ancora con Indiani?

In una conferenza stampa, indetta per salutare una stagione quasi perfetta, il tecnico Toscano parla a 360° di quello che è stato, e spende qualche parola su quello che potrà essere.
Ma qualche incertezza sul connubio rimane.


È un Indiani convinto di aver dato tutto e di aver costruito un piccolo gioiello, quello che si è affacciato in Sala Stampa per salutare tutti, ma che ancora dovrà decidere con la società se ci sarà un’eventuale prosieguo con i RossoBlù.

“Ho desiderato avere questo incontro con voi, perché a conclusione dell’annata, sento nell’animo il bisogno di ringraziare tutti.
Ringraziare la Società che mi ha dato questa opportunità, ringraziare la città di Crotone ed i suoi tifosi che ho avuto modo di apprezzare in tutte le sue sfaccettature.
E ringraziare quanti lavorano per il bene di questa squadra, compresa la Stampa.
Sono stato messo nelle migliori condizioni per svolgere il mio lavoro e questo per un allenatore è fondamentale.
Sono cresciuto tantissimo in un ambiente diverso dal mio e sento di dire che devo tanto a tutti voi e rimarrete per sempre nel mio cuore.
La nostra Stagione, secondo me, si ferma al 9½.
Il 10 lo prenderanno il Taranto o l’Ancona assieme ovviamente alla Salernitana”.


Mister in pratica sta salutando Piazza Pitagora?
“Ma nel modo più assoluto, questa conferenza ha l’unico scopo di terminare la stagione tracciandone un consuntivo.
Nei prossimi giorni si vedrà se inizierà una nuova avventura con il Crotone e lo valuteremo assieme, ma il futuro per ora è praticamente incerto”.


Tornando al campionato, come ha valutato la differenza fra le belle prestazioni disputate in casa e quelle opache in trasferta?
“Il Crotone ha raggiunto l’obiettivo Play-Off, rimanendo imbattuto in casa e qualche volta ha zoppicato in trasferta, ma chi può dire se con un altro modulo si sarebbe conquistato più punti lontani dallo Scida, ma meno in casa?
Il calcio è bello perché non c’è la riprova”.


Secondo lei questo Girone B della Serie C1, ha esaltato più i valori tecnici o quelli agonistici?
“Beh, senza l’agonismo non si va da nessuna parte, ma credo che questa Stagione abbia messo in luce delle rilevanti componenti tecniche, davvero di alto spessore.
Io dico i valori tecnici, quindi”.


Mister, senza girarci intorno, si è sentito tradito da qualche giocatore, ad esempio Dalrio?
“No, tradito no, dai, ma non posso nemmeno affermare che sia stata una stagione esaltante per Lorenzo e forse è fisiologico, un anno in calo dopo altri positivi ed è normale aver avuto giocatori quasi sempre sugli scudi ed altri meno brillanti.
Alcuni hanno giocato sotto le aspettative, altri ci hanno lasciato a bocca aperta ed alla fine le cose si equiparano”.


Secondo lei il tifo vi ha lasciati soli?
“Assolutamente no e lo dico con il cuore, in quel mio 9½ c’è anche il pubblico”.

In questo calcio moderno dove sempre più spesso si bruciano le tappe e già nell’immediato presente si pensa al futuro, cosa deve fare secondo lei un allenatore per costruire un gruppo, per aprire un ciclo, per creare un progetto?
“È l’ambizione massima per un allenatore, credo, poter allestire un piano di lunga durata ed avere soprattutto la sicurezza di poterlo portare avanti, però oggi nel calcio, altro che cicli!
Specialmente in Serie C, ma anche nelle categorie superiori, un allenatore vince un campionato se lo porta a termine.
Gli allenatori che hanno concluso questa stagione nei due Gironi, nella squadra in cui hanno cominciato, si contano sulle dita di due mani.
Non sta a me dire, se sia giusto o no, io devo solo fare il mio lavoro, sarebbe troppo bello ambire ai cicli, però...”.


E per ora non ci è dato sapere se questo “però” sia la chiave di volta del futuro di Mister Paolo, o solo una sua opinione personale dettata dal contesto.

mercoledì 21 maggio 2008

Mister Paolo INDIANI sale in cattedra... Per un'ora di Calcio Vero!

Martedì 20 Maggio, presso la Sezione A.I.A. di Crotone, si è tenuta una seduta di Aggiornamento Tecnico dove ha partecipato anche il Mister Rossoblù Paolo Indiani.
Grazie al passionale Presidente dell'A.I.A.C. Calabria, Michele Firmo ed a Gaetano Falbo, diversi probabili allenatori del futuro (da sottolineare la presenza fra gli altri, del monumentale Pino Tortora e di Vincenzo Stasi, apprezzatissimi calciatori che hanno militato con grande successo nel Crotone), hanno potuto acquisire nozioni fondamentali di tattica ed insegnamenti pratici sui sistemi di allenamento, soprattutto a livello Dilettantistico, dove le realtà e le applicazioni della materia calcistica, sono di assoluta difficoltà, appurato che nelle categorie inferiori, sempre più spesso, si è sotto o mal pagati ed esistono lampanti problemi logistici e soprattutto di compatibilità con il reale lavoro di vita e gli orari di allenamento.

Il Mister ha tenuto a ricordare a chi assisteva, che in situazioni di proporzionale svantaggio organizzativo e di organico rispetto ad altre compagini, gli allenatori non debbono alzare bandiera bianca, ma hanno la speranza di poter comunque competere con le altre, grazie al lavoro metodico e l'ottimizzazione dei tempi e dei carichi settimanali.

Riporto tre cose che fanno parte di una qualsiasi cultura universitaria, a cui anche il calcio a suo dire, non può non sottostare.


1)Porsi l'obiettivo.
2)Lavorare e lottare SOLO per l'obiettivo.
3)Evitare qualsiasi distoglimento dall'obiettivo prefissato, anche quello psicologico, che può indurci a credere di impegnarsi, senza però farlo pragmaticamente.

Porgo qualche esempio pratico per far comprendere quanto secondo Indiani nel calcio, siano fondamentali alcune cose che vanno in questa direzione.

Prima di tutto il coinvolgimento passionale ed emotivo dei ragazzi.

Per poter raggiungerlo non è necessario solo un ben delineato aspetto caratteriale (da leader), che rimane comunque fondamentale per un allenatore, ma anche la gestione del'allenamento stesso, che non deve proporre per più di tot minuti, gli esercizi da eseguire, al fine di non incorrere in cali di concentrazione.

Secondo punto
, è evitare di lavorare troppo su cose superflue e "puntare sempre alla Domenica".

Gli allenamenti, infatti, dovrebbero simulare il più possibile una partita di calcio e l'ideale per far questo, è proporre tutte le situazioni di gioco in 11 contro 11.

Anche a costo di reclutare ragazzini per strada, se nel Dilettantissimo nascessero problemi relativi a carenze dell'organico.


"Vi assicuro che specie agli inizi, quando allenavo nel calcio giovanile eppoi nei lunghi anni di gavetta nei Dilettanti, mi sono trovato in situazioni del genere, ma non mi è mai importato che cosa si dicesse di me, piuttosto mi son sempre detto che sono necessarie pazienza ed amore per Questo Sport, credendo sempre in ciò che si fa"
.

In tale ottica, quindi, evitare di fare esperimenti strani, tipo il marcatore centrale che gioca ala, o la punta che va a terzino.


"Perchè poi la Domenica che si fa noi allenatori?!", chiarisce Indiani col suo tipico accento Toscanaccio.


Terza cosa importante è la ripetitività del lavoro:
"Ripetere, ripetere, ripetere...
Se facciamo una cosa tanto per farla o adoperiamo una situazione tattica una volta ogni tanto, meglio non farla perchè si perde del tempo inutilmente.

Se volete dare un'identità di gioco e mostrare una organizzazione sul campo, è questa l'unica via.

Ci sono allenatori che se ne infischiano di tali cose, puntando sulla qualità dei giocatori e vivacchiando su queste.
Beati loro se ce l'hanno.

Ma se si allenano dei ragazzi, l'unica via è amare il calcio e lavorare, lavorare, lavorare, contro la noia, contro tutto e ripetere, ripetere, ripetere...

Ed i risultati vi daranno ragione, credetemi, nessuno potrà dirvi che la vostra squadra è disorganizzata.

E l'organizzazione di gioco non è una medaglia avulsa dal contesto, ma serve perchè porta ai risultati ed infine all'obiettivo di cui parlavamo,
specie poi nel Dilettantismo".

A questo proposito, verrebbe semplice fare una domanda al Mister su un certo Arturo Di Napoli, ma questa è un'altra storia.

chiaro" prosegue Indiani, "che comunque il calcio rimanga un enigma nella singola partita, perchè puoi perdere con la più scarsa e vincere contro la più forte (basti pensare sul come l'attuale miglior giocatore d'Europa, Cristiano Ronaldo ed il Capitano del Chelsea Terry, dopo una partita eccellente, abbiano sprecato malamente il proprio rigore, mentre Van Der Sar, è invece diventato l'eroe della partita, parando l'ultimo), ma alla lunga, il pallone non perdona e dice quasi sempre la verità".

Quarto ed ultimo argomento toccato, riguarda l'applicazione di un modulo tattico ed il doveroso rispetto per le peculiarità dei calciatori.

"Mai imporsi ai ragazzi, mai, ma lasciarsi guidare dalle loro caratteristiche.
Diveniamo noi loro servitori e non viceversa".

Indiani sottolinea l'importanza di questa cosa, unendola alla ripetitività del lavoro.

"Già è difficile capire e ripetere fino alla nausea certi concetti tattici secondo il materiale umano che si ha a disposizione, figurarsi stravolgere un modulo in ambito di lavoro e quindi di situazioni di gioco, dal giorno alla notte, specie se certe caratteristiche dei propri calciatori sono evidenti.

Per primo io avrei voluto applicare diversi accorgimenti tattici, ma bisogna sempre valutare se il gioco può valer la candela o se piuttosto non si rischi di svalutare anche ciò che i calciatori hanno con fatica precedentemente appreso".


Al termine della serata non è rimasto che il tempo per riflettere su come un'occasione di tale portata, sia stata purtroppo poco pubblicizzata, ma quanto importanti davvero, possano essere eventi di questo tipo, per chi intende cominciare la sua carriera o semplicemente abbia voglia di saperne di più sull'"ovvio" Giuoco del Calcio.

(Link dell'A.I.A.C. Calabria: http://www.aiaccalabria.it/index1.html)

lunedì 19 maggio 2008

LE PAGELLE DI CROTONE-TARANTO

NEL CROTONE OGBONNA È PRECISO, GALARDO INARRESTABILE

Concetti
Rispetto a Gennaio è decisamente un altro giocatore.
Nelle rare occasioni concede alla difesa semplicità e prontezza di riflessi.
Sulla palla/evento di Pastore ci voleva l'Ispettor
e Gadget non un portiere.
PRATICO 6,5

Rossi
Indiani lo ha re-inventato terzino ed il capitano ci ha preso gusto, regalando anche grazie alle "protezioni" di Petrilli, l'ennesima perla da incastonare nella sua lunga carriera a Crotone.
Gli avversari non lo superano mai, Francesco, privo di qualsiasi indecisione è assolutamente...
IMPLACABILE 7

Fiasconi
Con personalità riesce a gestire anche le situazioni più difficili.
La sua prestazione non fa una grinza.
PRAGMATICO 6,5

Ogbonna
Mentre sugli spalti si ammira la fantasia di Cutolo e la duttilità di Zito, Angelo si proietta nel futuro, riuscendo a capire prima dei protagonisti stessi, dove andrà a finire la sfera e accaparrandosela senza alcuna pietà.
CHIRURGICO 7

Bonomi
La sua partita è la solita, fatta di cuore, grinta e temperamento, ma è la sbavatura sulla prima rete di Migliaccio a pesare un pò sul groppone.
SUFFICIENTE 6

Galardo
In settimana si sono susseguite voci di un Galardo a mezzo servizio.
Infatti è mancato solo il goal ed avrebbe elargito al Taranto un menù completo.
Parte lento ed impacciato, ma finisce con l
'annullare chiunque gli si pari davanti, irrigidendo la forte linea difensiva Tarantina e piazzando assists a profusione da qualsiasi zona del campo, ingannando l'impeccabile Migliaccio e costringendolo alla sfortunata autorete.
Macina chilometri alla velocità della luce con la potenza di un...

TRATTORE 7,5

Pederzoli

Fatica come un matto a costruire gioco a causa del pressing di Cejas e De Falco, ma si fa trovare sempre pronto e vicino ai compagni che hanno bisogno della sua sicurezza per imbastire le trame e far ripartire le azioni.
Un primo tempo da applausi, nella ripresa più contenimento e qualche imprecisione nelle conclusioni.
Non si esprime al meglio delle sue qualità, ma nei me
ccanismi tattici del Crotone è...
FONDAMENTALE 6,5

Espinal
Pressing asfissiante, determinazione alle stelle, evidenzia a più riprese di voler lasciare il segno sulla partita, ma l'ennesimo, s
olito, maledettissimo palo gli nega la gioia di una meritata marcatura.
Lotta fino allo stremo delle forze co
n onore e con...
ARDORE 6,5

Prevete
Rare apparizioni, ma lodevoli.
Gioca solo ventitrè minuti, non facendo rimpiangere Espinal e proponendosi con costanza in avanti arginando bene la rabbia Tarantina.
GRINTOSO 6

NICOLA PETRILLI
Due stagioni a Crotone ricolme di aspettative, poche presenze infarcite da gesta tecniche che lasciano intravedere un futuro bello e radioso come il Sole, pali e traverse che gli negano sempre la gioia del goal.
Ma il tempo è galantuomo e ha premiato l'umiltà di questo piccolo, grande ragazzo che in una delle gare più delicate, finisce con il lasciare tutti senza fiato, imperversando da destra a sinistra con i suoi soliti improvvisi guizzi che hanno fatto ammattire sia D'Alterio che Prosperi.
Eppure la cosa più importante rimane la s
ua duttilità in fase difensiva, dove aiuta costantemente Rossi ad accentrarsi per ottimizzare il lavoro di copertura e districando spesso la difesa da situazioni pericolose.
Lassù Qualcuno lo ama e quando sulla squadra e sugli spalti cala ormai la sfiducia, Nicola si carica tutti sulle spalle, esplodendo di gioia con un "EuroGoal" terrificante, un vero e proprio...

GIOIELLINO 8 - Migliore in campo

Basso
Quasi mezzora di spazio per lui, ma di determinante concretezza.
Fa le prove sfiorando la marcatura con un tiro velenosissimo dal limite dell'area.
Poi quando il pareggio sembra cosa fatta, a sorpresa si piazza sul pallone per battere una punizione pericolosa.
Il piede è caldo, la mirà è precisa, la parabola è di quelle da trarre ispirazione per una settimana intera.

3-2 ed arrivederci al ritorno.
MUSA 7

Dalrio
Indiani da sempre dice e di sicuro sarà così, che il vero Lorenzo a Crotone non si è mai visto.
Sarà vero o ci dobbiamo aspettare di peggio?!
Vince le regol
e della fisica e dell'ingegneria aerospaziale spedendo la palla a due metri e cinquanta di altezza, pur trovandosi a trenta centimetri da una porta vuota.
Nemmeno Mr. Bean riuscirebbe a farlo apposta, ripetendo questo gesto tecnico dieci volte.
Non è la sua stagione, ma anche lui ci mette del suo, facendosi sempre anticipare ed andando di continuo in fuorigioco.
Tutti comunque lo si aspetta impazienti, convinti sempre, per qualche strano motivo, che la prossima gara sarà quella della svolta.

IMPACCIATO 4,5


Coda
Debutta allo Scida dimostrando, anche se per soli nove minuti, grande voglia e mobilità.
Comunque...

SENZA VOTO

Ghezzal

Il suo è più un contributo psicologico che fattivo.
I difensori del Taranto lo "curano" come sorve
gliato speciale ed a beneficiarne è il resto della truppa Pitagorica che prova spesso a sfondare dall'altra parte.
Grande voglia e qualche er
rore, impegno davvero...
GENEROSO 6


Mister Paolo INDIANI
I suoi ragazzi non sbagliano l'impatto con la partita e mentre legge bene l'incontro, la concentrazione cresce come il pressing sul portatore di palla e la ricerca del gioco diviene costante e vivace.
Rossi da esterno è l'ennesima trovata che funziona, la staffetta Petrilli-Basso è "spaccata al minuto".
Ha "preparato" Espinal nelle settimane precedenti, facendo rifiatare Pacciardi che con la sua fres
chezza atletica a Taranto potrebbe essere decisivo.
Solo Dalrio finora "lo sta tradendo".

Stupirà anche su di lui?
Come Jovanotti, viene da cantare "Mi fido di Te", a questo allenatore che a Crotone ha fatto vedere il miglior calcio di tutta la Serie C1.
Mission One è compiuta, ora si aspetta un'impresa meravigliosa.
SERGENTE 7


NEL TARANTO ZITO È DAPPERTUTTO, EMERSON DIPINGE

Faraon
Non può far molto sulla conclusione devastante di Petrilli, ma nell’occasione dell’autogol di Migliaccio, sulla punizione di Basso ed in generale per tutta la gara, appare decisamente…
INSICURO 5

D’Alterio
Spinge a tratti e meno del solito perché gli avversari gli rendono la vita difficile grazie alle sovrapposizioni continue.
Una gara fatta di contenimento e ripartenze.
Indispensabile il suo co
ntributo alla causa Tarantina.
DIGNITOSO 6,5

Migliaccio
Rovina una prestazione maiuscola condita da una rete sontuosa, con la sfortunata deviazione che porta in vantaggio il Crotone.
È comunque evidente che la difesa del Taranto non può fare a meno di Vincenzo.
CROCE E DELIZIA 6,5

IVANO PASTORE
Annulla Dalrio irritandolo ed irretendolo grazie ai compagni di reparto.
Da Capitano vero, conoscendo da lungo tempo la forza d’urto dello stadio di Crotone, avverte sul 2-1 che è arrivato il momento di fare sul serio e si piazza con la bacchetta magica sul pallone per battere un calcio di punizione da posizione non facile.
Abracadabra e l'incrocio dei pali è spolverato.
Una partita sopra le righe infarcita da una solenne prodezza che ammutolisce l’Ezio Scida.
MERLINO 7,5 - Migliore del Taranto Sport

Prosperi
Galardo e Petrilli prima, Bonomi e Ghezzal poi, lo fanno impazzire con folate continue e dalle sue parti il Taranto trema costantemente.
INDECISO 5

Emerson

Sempre pericoloso, dai suoi piedi partono le velenosissime traiettorie con le quali costringe il Crotone ad arretrare tutti gli effettivi.
L’assist per Migliaccio in occasione del vantaggio è come il dessert dopo la frutta.
Poi stranamente si accontenta e va a corrente alterna, fino alla prematura sostituzione.
MINA VAGANTE 6

Marsili
Buona gara di copertura per il centrocampista che per trentacinque minuti si prodiga nel tentativo di proteggere la linea difensiva da ulteriori attacchi Pitagorici.
VOGLIOSO 6,5

Cejas
Meriterebbe un voto altissimo, per l’incredibile capacità tattica di adattamento e per l’onnipresenza con cui spesso mette in crisi le qualità “geometriche” del centrocampo Crotonese.
Ma un calciatore della sua bravura, non può farsi espellere in modo così scellerato alla vigilia di un incontro importante come quello del ritorno.
IRRUENTO 6

De Falco
Corre fino allo sfinimento, tenta sempre di saltare l’uomo per produrre la superiorità numerica a centrocampo, difende ed aiuta Emerson e Cejas a non affondare nel primo tempo, quando il Crotone dimostra maggiore verve.
DETERMINATO 6,5

Tesser
Fa rifiatare De Falco, solo undici minuti per Rafel Luiz ed un paio di azioni pericolose.
Comunque...
SENZA VOTO

Cutolo
Soffre come un matto nel cercare di sfruttare il minimo errore della retroguardia Pitagorica e le sue giocate fanno male solo nelle intenzioni, ma in verità rimangono “scariche” a causa della grande attenzione difensiva dei Crotonesi.
Nonostante tutto è apparso vivace e motivato, ma non ha inciso.
BLOCCATO 5

Zito
Anche Antonio si danna l’anima nel tentativo estremo di superare i suoi marcatori e di piazzare l’assist giusto per l’accorrente Gianvito.
Tatticamente importantissimo, è onnipresente in tutte le azioni offensive e nelle ripartenze e con la sua velocità mette costantemente in apprensione tutto il Crotone che gli riserva spesso e volentieri raddoppi di marcatura, anche fallosi.
Uscirà nella ripresa per far spazio a Mancini.
PUNGENTE 6,5

Mancini
Rientra dopo tanto tempo e rappresenterà per il Taranto un'ottima "novità" tattica per il ritorno.
Gioca quasi mezzora non demeritando.
RITROVATO 6

Plasmati
Con Rossi, Ogbonna e Fiasconi in grande spolvero, non la vede quasi mai.
EVANESCENTE 5

Mister Marco CARI
Crea con Indiani una vera e propria partita a scacchi, cercando di speculare sul pareggio.
I suoi ragazzi infatti, tentano un pò troppo di proteggersi anche se a dire il vero solo l’invenzione di Basso gli rovina la festa, quella magia che non era riuscita all’ultimo minuto a Bischèri nell’occasione della gara di Aprile targata 0-0.
Finora su tre partite, la manovra Tarantina contro il Crotone non è riuscita a sbocciare, pur avendo evidenziato un impianto di gioco assolutamente pratico e redditizio.
Misteriosa, ma chissà se determinante l’assenza di Colombini.
TATTICO 6,5


L'Arbitro GIANCOLA di VastoNonostante alcune decisioni discutibili da una parte e dall'altra, ha mediato con mestiere un incontro delicatissimo e perciò difficile da arbitrare.
PROMOSSO 6,5

lunedì 12 maggio 2008

Crotone - Taranto: Si ripropone nuovamente sulla terraferma il "Leggendario Scontro" fra Squali e Delfini!

La probabile formazione
Play-Off dovevano essere ed ai Play-Off siamo giunti!

Gli Squali RossoBlù, però, non partono certo da una posizione favorevole, men che meno per la Cabala.
Difatti la quarta posizione in campionato, non ha mai generato una promozione da quando questa “lotteria calcistica” è stata applicata nella Serie C.

L’unica, forte speranza, rimane la possibilità, che la Società dei Vrenna, dopo aver stracciato record su record, si tolga anche questo piccolo “sfizio”, dal valore inestimabile, infrangendo pure questo tabù, unita al fatto che i giocatori fondamentali per il Crotone (purtroppo mancherà Pacciardi per squalifica), dopo una settimana di autentico riposo, abbiano potuto rinvigorire le batterie del fisico e ritemprare le energie della mente e dello spirito, perché di fronte a loro, avranno davvero una delle avversarie più difficili da battere, quel Taranto miracoloso che è sbocciato proprio nella stagione dei prati in fiore.

Durante tutto l’anno, peraltro, la società pugliese con in testa il Presidente Blasi, non ha dato adito a dubbi sulla propria, effettiva voglia di promozione.
Ha reagito alle acerbe dimissioni di mister Cadregari in Estate, affidandosi ad un allenatore grintoso e difendendolo con i denti anche in tempi difficili, aggiungendogli classe, qualità e concretezza e spendendo davvero tanto.
Ha zittito le polemiche della stampa e le pressioni di una tifoseria delusa, a suon di vittorie, realizzando assieme al Pescara, più punti (32) di tutte le altre squadre nel girone di ritorno.

Poche settimane fa, infatti, i Delfini RossoBlù, erano davvero lontani da reali sogni di gloria, nemmeno tanto considerati come credibili e papabili concorrenti, dai tanti tifosi delle altre compagini, che ambivano alla conquista della “Cadetteria”.
Il Taranto, è così riuscito, vittoria dopo vittoria, a piazzarsi al terzo posto assieme al Crotone, segnando quota 55, ma prendendosi di prepotenza il vantaggio nella Griglia Play-Off, grazie alle due reti segnate in più rispetto ai Pitagorici (47 contro 45).

È proprio vero che i conti si fanno alla fine, alzi la mano chi avrebbe messo fra i protagonisti assoluti, questa squadra che per diverso tempo ha stentato, sofferto, mai autenticamente convinto, chiusa nell’anonimato della media classifica.

Nelle ultime gare è bastato il rigóglio di Plasmati, la classe immensa di Cutolo e la forza atletica di Emerson per riaccendere le speranze del mister Marco CARI.
Serve parlare proprio dell’ex Crotonese Plasmati, per capire a volte, quanto il calcio sia costruito più da chiacchiere esterne che dalla concretezza del gioco.
L’anno scorso il venticinquenne Gianvito non è stato praticamente utilizzato.
Nelle poche partite disputate, ha dovuto pure patire le aspre critiche del pubblico dello Scida, deluso per l’andamento generale della stagione.
Lui che in fondo non aveva alcuna colpa, troppo presto “bollato” come giocatore “bollito”.
Eppure il Catania aveva puntato su di lui, un giovane di belle speranze, eppure anche quest’anno è stato corteggiato in Serie C1, come se col Crotone fosse “andato in doppia cifra”.
E così dopo l’esperienza a Foggia (con all’attivo 2 reti), grazie alle doppiette inferte alla Salernitana (4-2 il finale per gli Jonici), al Martina (5-0), alla Sangiovannese (3-0) e la rete “inutile” segnata ad Ancona, ha tracciato la strada del riscatto, confermandosi come tassello indispensabile nell’assemblaggio tattico dei Delfini.

“Albero di Natale” flessibile per Cari (un 4-3-2-1, intervallato da un 4-2-3-1), che appoggiandosi e servendosi di una difesa quadrata e solida, composta da un certo capitan Pastore (ve lo ricordate in giallorosso con il Catanzaro?) e Migliaccio (marcatore con il vizietto del goal) come coppia centrale, da eventuali innesti di buona qualità come Prosperi e Tesser (adattabile anche a centrocampo ed in rete nella "goleada" ai danni del Martina e contro la Lucchese) e da D’Alterio (6 presenze in serie A col Messina!) e Colombini (il giocatore che dopo Cutolo ha giocato di più) sulle corsie laterali, riesce a promettere reti a valanga, ma pochi pericoli ai bravissimi, alternabili portieri Faraon e Barasso.

A proteggere il reparto difensivo, ecco a voi un centrocampo rapidissimo, tecnico, velenoso, composto da Cavallo, dal galoppatore instancabile Cejas, dalla rivelazione brasiliana Emerson, decisivo come “apriscatole” contro il Martina, poi a Castellammare di Stabia (goal dell’1-2 allo scadere) e contro il Potenza (1-0), da De Falco, ma soprattutto dal ritrovato Mancini che potrebbe essere la vera arma in più di Cari (6 reti all’attivo, pericolosissimo, rientrato dopo un lungo infortunio), da Carrozza (fino a Gennaio al Gallipoli),
oppure infine, dall'eventuale supporto di Marsili.

In pratica Cari, disponendo di così tanti talenti in difesa ed a centrocampo, riesce partita dopo partita, a cambiare pelle alla sua squadra, reintegrando le forze dei suoi giocatori, ma mantenendo inalterata la qualità del gioco.

Sulla trequarti offensiva si muove un calciatore di classe cristallina, ingegno vero, che incredibilmente, pur meritando ben altri scenari, ha deciso di mettersi a disposizione dei Pugliesi, peraltro nel miglior modo possibile con reti, assists, gioco fantasioso e freschezza atletica.
Parlare di Aniello Cutolo ai Crotonesi, 13 reti per lui, è pressoché inutile, avendo evidenziato le sue qualità, esaltandosi proprio nei precedenti contro lo Squalo.
Al suo fianco il giovane, promettente, talentuoso Zito, 22 anni a breve, 3 reti lo scorso anno e 4 in questa stagione, peraltro “in odore” di Serie A.

Come unica Punta abbiamo già parlato di Plasmati, ma possono essere letali i “flash” di Ascenzi, mentre l’ex Dionigi, lungodegente, forse non sarà nemmeno convocato.

Da evidenziare, infine, come ben 12 giocatori del Taranto, in ruoli diversi, siano andati in rete, dimostrazione di come Cari pratichi, alla maniera di Indiani, un calcio totale e di come il Crotone abbia bisogno di mettere in questa partita tutto l’impegno e l’ardore agonistico di un’intera stagione, per avere la meglio di tale corazzata.
Segnale evidente di come i nostri calciatori, mai come in questa occasione, abbiano bisogno del supporto di tutta la cittadinanza e del tifo organizzato, quel tifo che possiamo assicurarvi, dalla sponda Tarantina non mancherà e che invaderà lo Scida.

Che vinca il migliore, in bocca al lupo Squali!


Tutte le STATISTICHE sul TARANTO SPORT


La Carriera di Marco CARI

00-01 FERENTINO D
01-02 FERENTINO D 12°
02-03 GIUGLIANO C2

03-04 GIUGLIANO C2
04-05 FERMANA CALCIO C1 14°
05-06 TERAMO CALCIO C1
06-07 PERUGIA CALC
IO C1

07-08 TARANTO SPORT C1

Scores

Vittorie 14 - Pareggi 13 - Sconfitte 7 (Uguale al Crotone)
Punti in Casa 36 - Punti in Trasferta 19 (Crotone: In Casa 39 – In Trasferta 16)
Punti all’Andata 23 – Punti al Ritorno 32 (Crotone: Andata 29 – Ritorno 26)
Reti Fatte 47 - Reti Subite 31 (Crotone: 45 Fatte – 30 Subite)


Minuti Giocati

1. COLOMBINI Francesco - Difensore - Presenze: 30 - Minuti: 2.850
2. CUTOLO Aniello
- Attaccante - Presenze: 33 - Minuti: 2.819
3. PASTORE Ivano - Difensore - Presenze: 30 - Minuti: 2.640

4. D'ALTERIO Salvatore - Difensore - Presenze: 29 - Minuti: 2.561
5. MIGLIACCIO Vincenzo
- Difensore - Presenze: 28 - Minuti: 2.489
6. CEJAS Maximilian
- Centrocampista - Presenze: 25 - Minuti: 1.892
7. BARASSO Nicola
- Portiere - Presenze: 19 - Minuti: 1.724
8. DE FALCO Andrea
- Centrocampista - Presenze: 25 - Minuti: 1.713
9. ZITO Antonio
- Centrocampista - Presenze: 24 - Minuti: 1.566
10. CAVALLO Luca
- Centrocampista - Presenze: 22 - Minuti: 1.543
11. FARAON Davide
- Portiere - Presenze: 15 - Minuti: 1.441
12. PLASMATI Gianvito
- Attaccante - Presenze: 13 - Minuti: 1.239
13. MANCINI Manuel
- Centrocampista - Presenze: 15 - Minuti: 987
14. MARSILI Massimo - Centrocampista - Presenze: 21 - Minuti: 919
15. TESSER Luiz Rafael - Difensore - Presenze: 16 - Minuti: 777
16. EMERSON Ramos - Centrocampista - Presenze: 11 - Minuti: 625
17. ASCENZI Marco - Attaccante - Presenze: 16 - Minuti: 610
18. CARROZZA Alex
- Centrocampista - Presenze: 11 - Minuti: 577
19. DIONIGI Davide
- Attaccante - Presenze: 8 - Minuti: 555
20. ZACCANTI Federico - Difensore - Presenze: 8 - Minuti: 491
21. PROSPERI Fabio
- Difensore - Presenze: 7 - Minuti: 448
22. SCIAUDONE Daniele - Centrocampista - Presenze: 3 - Minuti: 50


Marcatori

Cutolo 13







Plasmati 7



Mancini 6







Zito 4

Carrozza, Dionigi ed Emerson 3
Pastore e Tesser 2

Ascenzi, Cejas e De Liguori 1


martedì 6 maggio 2008

Fatti & Misfatti in un Calcio sempre più strumentalizzato

Carissimi frequentatori di questo mio umile Blog,

una cosa di cui non mi ero nemmeno accorto, durante la partita in questione, "preso" ed emozionato com'ero dalle gesta tecniche dei nostri amati Squali.

Credo che si possa tranquillamente affermare, come purtroppo ci si ritrovi sgomenti nel constatare l'ennesimo episodio del "solito nulla e del solito tutto".

Il tutto ed il nulla incancrenitosi storicamente nell'animo del SudIsta, quel SudIsta, tanto "criticato" dal civile NordIsta.

Perchè definirlo civile, o almeno parzialmente?

Forse perchè possiede una particolare Cultura, QUELLA DEL LAVORO, forse perchè ricerca constantemente l'aggiornamento (per quanto possibile nella crisi Economica Italiana) delle proprie INFRASTRUTTURE, forse perchè dispone (in alcune zone particolarmente e DAVVERO sviluppate) di SERVIZI degni di un Paese che si vuol definire EUROPEO.

Ora, detto questo, nel nostro "mitico" Stato, o "AntiStato", come vogliamo o volete definirlo, di ciò che rimane dell'ex RegnoDelleDueSicilie, cerchiamo di tradurre cosa vuol significare Mafia.

La Mafia sembra assumere caratteri evidenti solo quando si insinua in contesti delittuosi ESTREMI.
Ma in realtà, giornalmente noi respiriamo, viviamo la Mafia, perchè prima di tutto la COLTIVIAMO CON I NOSTRI STESSI RETAGGI CULTURALI.

È chiaro che questo è un episodio VISCIDO, VERGOGNOSO, IMPOPOLARE.

Ma senza dilungarsi oltremodo, quando approdiamo (e tutti sappiamo come) negli Enti Pubblici e ci colleghiamo su Internet dimenticando di fare il nostro dovere,
quando facciamo discorsi finto-seri per darci un "tono impegnato", ripulendoci la coscienza mentre tentiamo maldestramente di convincerci che stiamo lavorando pur sapendo di non farlo affatto,
quando scavalchiamo la fila,
quando giudichiamo il prossimo solo perchè non ha un bell'aspetto e senza mai nemmeno averlo ascoltato,
quando "l'importante è che ci sia il Calcio" e finiamo col turarci tutti gli orifizi,
quando andiamo a votare per "uno scambio",
quando non ci informiamo e quando dimentichiamo con facilità,
quando stiamo zitti per paura di eventuali ritorsioni, invece di richiedere a gran voce che si rispettino i nostri diritti,
quando quando, quando, banalità e non, quando, quando, quando...
...NOI SIAMO I MAFIOSI.

La Mafia non fa altro che DIFENDERE CON I DENTI ciò che la maggior parte di noi, sempre più spesso, vuole senza accorgersene, in questa Società logorata da ritmi pressanti ed economia instabile.

La furbizia, il "mal-mestiere", il finto-lavorare, il riuscire a farla franca, il proprio tornaconto contro e sopra tutto e tutti, il poter parlare di ciò che non si sa col petto gonfio, SBRUFFONERIE, ANTIMERITOCRAZIE, "SQUARCIONAGGINI".

Il trionfo dell'Inutile e della cultura del Dannoso che sfocia nel "CAROGNISMO" che paradossalmente si è addirittura, ahinoi ormai, sviluppato nella pratica giornaliera divenendo ampia normalità, in misura vistosa soprattutto da Roma in Giù e persino sempre più di frequente, negli Enti Governativi della nostra Nazione.

E questo che commentiamo rappresenta solo un vile gesto matematico, un sistematico "2+2 che fa 4".

La Mafia infatti, si lega alla Politica e la Politica allo Pseudo-Giornalismo per "regalarci" tutto questo e sostanzialmente si serve di tali personaggi, inneggiati a quanto pare, ora pure negli "Striscioni", per incrementare il proprio esercito
e di altri, come quelli da cui stiam prendendo le distanze, "residenti nella Curva Rossoblù" per difenderlo "agli occhi dei normali".

E noi ci ritroviamo come coda (o cane che cerca di mordersela), a parlare di questo piccolo gesto, insignificante nel "creato" mafioso, ma significativo per il mondo realmente civile.

Personalmente preferisco spesso evitare di sottolineare parole come GENTE, TIFOSI, SOCIET
À, per non cadere nella facile trappola, del poter affermare con orgoglio che è sempre colpa degli ALTRI e mai MIA.

Perchè se ognuno di noi usasse la parola ALTRI, vorrei ben vedere chi mai saranno i responsabili di una qualsiasi cosa...

Tutti, insomma, in primis chi lo scrive, assumiamoci la proprie responsabilità.

E non meravigliamoci: il Sistema non può cambiarlo chi continua a sfruttarlo.


È
come se una cellula cancerogena si lamentasse della morte del corpo che la ospita.

Non ci rimarrebbe altro da fare quindi che "drogarci per dimenticare", "annebbiando" tutto ciò...?

Magari lo si potesse fare davvero, senza conseguenze personali e sul nostro tanto martoriato Stato, dato che non dovremmo mai dimenticare, soprattutto voi, cari NordIsti, che anche la "semplice droga", leggera o pesante che sia, oltre a distruggere lentamente il nostro organismo, soprattutto significa Mafia, quell'"AntiStato" che tanto criticate ferocemente...